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Nella tana del Bianconiglio

La tanto attesa festa del compleanno di Camilla è giunta al termine. Tanto attesa da me che come ogni anno ne esco felice ma un po' devastata, e dalle amiche della Cami nonché lei stessa, per festeggiare, urlare, piangere e giocare. Piangere si, perchè come da tradizione non può esserci una festa di compleanno senza quei 3-4 momenti di litigi, pianti, disperazione, felicità, pace e abbracci finali.
Come ho raccontato sui vari social il tema quest'anno è stato:
ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.

Di quattro feste a tema fatte in questi anni, tre sono state incentrate sulla Disney.
Lo ripeto sempre, il segreto per organizzarne uno fatto bene è il tempo e il caro e amato Pinterest.
Gli spunti li prendo sempre da lì, perchè tra foto e link di altri blog cerco di carpire quanti più dettagli possibili rendendoli comunque personalizzati e intimi, senza scadere nella pagliacciata da boss delle cerimonie. Ho voluto ricreare un'ambientazione da sala da the, offrendo proprio the e biscottini, uniti ovviamente ai soliti pacchi di patatine e Coca Cola perchè ok voler fare le cose chic, ma è pur sempre una festa con dei bambini che di queste cose ancora non gliene frega un cazzo comprendono appieno.
GLI INVITI: sono un'orgogliosa amante degli inviti cartacei, non quelli prestampati che vi vendono in giro nelle edicole però, ma quelli creati ad hoc apposta per ogni bambina invitata. Bisogna far sentire importante anche lei, è un momento dove c'è una sola festeggiata è vero, ma ogni bambino sotto i 10 anni vuole sentirsi un pochino speciale e allora anche quest'anno ho chiesto la collaborazione del mio caro amico Checco, che ha creato buste, biglietto e un piccolo "cadeaux" da poter utilizzare...una reale bustina da the con una scritta originale.

ADDOBBI PER LA CASA E LA TAVOLA: la casa va ovviamente un po' trasformata e ho trovato dei curiosi poster giganti da appendere sui muri, anche se il tocco di classe l'ho ritagliato, colorato e appeso io: il sito stesso della Disney vi da una mano se volete qua, e se avete la fortuna di avere una porta di casa col pomello, il gioco è fatto!
La tavola prima di essere imbandita con le diverse leccornie l'ho agghindata con la mia cara amata tovaglia coi cupcakes e poi con bicchieri, tovagliette e piattini di carta. Non sono caduta nel banale perchè mi sono affidata al sito Wimipops che vende materiale apposito per feste e cerimonie, dove ho trovato queste deliziose tazzine e piattini rigorosamente con le stampe di Alice. Indagando il marchio vero e proprio di questi prodotti, è Talking tables, la scelta sarebbe stata maggiore, c'erano anche vassoi e cannucce varie ma essendo un marchio britannico e avendo i tempi stretti, Wimipops mi avrebbe fatto recapitare il tutto entro sole 24 ore.

CIBO: da cinque anni ormai affezionata ad Elisa, la mia cake designer di fiducia, ho optato per dei classici biscotti, ma a tema... l'idea più originale è quella delle bustine da the, e immancabili i macarons e fidatevi se vi dico che superano di gran lunga i famosi Laduree. La torta c'era eh, ma quest'anno mia mamma ha voluto fare lei delle classiche crostate alla marmellata che sono state molto apprezzate.
GIOCHI: quando avete 7 bambine chiuse in una casa state certe che dovrete gestire alcuni momenti di crisi, perchè quelle litigano; litigano sempre. Sono felici dieci minuti di stare insieme e poi "questo è mio non te lo presto - eh ma allora cosa mi hai invitato a fare - dai su non litigate - zitta tu che la difendi - ecco tu mi dai sempre la colpa - non è vero sei tu che mi dai sempre la colpa" e avanti così fino a quando di solito intervengo proponendo finalmente un gioco di squadra. I giochi più belli che ho trovato in internet si svolgevano rigorosamente all'aperto, ma qua noi arriviamo sempre nei mesi freddi e quindi la cosa si fa più complessa. Intanto vi dico che una cosa che dovete sempre sempre avere è un tavolino con 10-15 fogli da colorare, pennarelli e quelle si perdono via per delle ore...poi anche quest'anno come due anni fa, è intervenuta la mia amica Gessica, truccatrice di lavoro che con in mano ombretti e pennelli ha trasformato tutte in piccole regine di cuori.
Come sempre quindi le feste di Camilla sono un successo e non dimenticate mai di lasciare alle invitate un piccolo pensiero di ringraziamento prima di andare via...un sacchetto con qualche caramella, un mini cerchietto e le farete felici.
Neanche ventiquattro ore dopo Camilla è arrivata in salotto decretando:
E L'ANNO PROSSIMO MAMMA, LA SIRENETTA!!!
Ma abbiamo ancora un anno intero davanti e staremo a vedere cosa succederà.


Tra orsacchiotti e reggiseni

Questo titolo è un po' strano, volevo raccontarvi un po' di Camilla e dei suoi 7 anni appena compiuti, della sua crescita e dello sviluppo e con felicità e un po' di malinconia vi dico che se avete figli di circa questa età qualcosa nell'aria cambia.
Tutto è nato qualche mese fa quando un giorno Camilla ha detto 
"ma a me mamma, quando crescerà il seno?"
(SEGUE SILENZIO TOMBALE, NONCHè PANICO, NONCHÈ LACRIME)
Una domanda del tutto naturale se avete avuto o avete dei genitori come siamo noi, che non si nascondono quando escono dalla doccia, proprio per dar modo da subito di comprendere l'anatomia di un maschio e di una femmina e capire la differenza di entrambi.
Negli anni è successo giustamente che ci chiedesse perchè fossimo diversi, come si chiamasse "questo" o "quello" e noi abbiamo risposto nel modo più naturale e scientifico possibile...ma negli ultimi mesi, l'interesse è aumentato e la cosa ci ha sorpresi se consideriamo anche il fatto che ha già solo 7 anni.
A 7 anni io sono quasi certa che passavo il mio tempo ad ascoltare le audiocassette, o giocavo con le bambole...non pensavo già a voler essere più grande della mia età, quello è arrivato dopo, tra gli 11 e i 12 anni.
TUTTO NORMALE dicono i pediatri!!
I TEMPI DELLA PUBERTÀ SI SONO RIDOTTI dicono gli psicologi!!
ma per assurdo non trovo blog, non trovo mamme, non trovo un cazzo di nessuno con cui confrontarmi e che mi sappia consolare o dire come affrontare in modo sereno questa fase/non/fase.
Perchè non siamo in preadolescenza, non siamo nella piena pubertà, queste generazioni sono il pre del pre! Siamo in punto in cui vogliono andare a letto con l'orsacchiotto però ti chiedono di poter provare il reggiseno...e non lo fanno per gioco, per ridere, per emulare l'adulto, ma perchè desiderano crescere in fretta, troppo in fretta.
Non è un discorso poi che viene affrontato tutti i giorni tutto il giorno sia chiaro, ha pur sempre 7 anni e ora vuole vedere Rapunzel e costruire i lego, tuttavia per quanto io stia molto attenta a ciò che guarda in tv, alle frequentazioni etc. c'è un desiderio pressante di voler crescere e di essere più grande di quello che si è.
Neanche a farlo apposta l'altro giorno il Dio della cultura, della conoscenza, della saggezza...Alberto Angela...ne ha fatto un programma.
Ero qua a scrivere questo post con un'ansia da far spavento ed è arrivato lui a dirmi "Hey, stai serena" però sappi che poi ci sarà l'adolescenza, i computer, le chat, i gruppi WhatsApp, il bullismo e sono ripiombata nell'abisso.
Sta di fatto che affrontiamo la cosa giorno per giorno, senza prendere questa questione troppo seriamente ma pur sempre ricordandoci che abbiamo a che fare con una persona che sta cercando di scoprire se stessa e la sua piccola strada.

Dopo questo pippone psicologico, non temete...sto per tornare per il post dell'anno che preferisco...quello del compleanno di Camilla!! A sabato... ;)



La tabella dei premi

Settembre è arrivato così lentamente da finire con una tale velocità, così da farmi arrivare solo oggi a rimettermi a scrivere nero su bianco i miei pensieri.
Questo mese, ho notato, che è per molti e specie per noi mamme il momento della rinascita, del ritorno alla vita…quella del lavoro ok, ma di quel tran tran giornaliero che ci porta a organizzare le giornate in modo chiaro per poter arrivare alla sera ,non dico fresche come una rosa, ma sicuramente più rilassate. Questo perché? Ma perché finalmente i nostri figli alle 20.30 dopo una giornata di scuola, compiti e sport crollano a letto lasciandovi delle ore di libertà.
Quando si ha un figlio solo ci si concentra esclusivamente su di lui e si arriva inevitabilmente al punto di viziarlo. È una cosa che viene spontanea, poter dare a tuo figlio tutto quello che tu non hai avuto, succede da generazioni, e questo col passare dei decenni ha portato ad aumentare però le aspettative dei figli che ottengono sempre di più  col solo merito di essere nati in un momento più proficuo per i genitori.
Ecco perché indagando con altri amici ho scoperto un metodo che ho iniziato ad attuare già verso agosto e che credo continuerò con costanza: 
LA TABELLA DEI PREMI.
Dai 3 anni quando si inizia l’asilo il bambino inizia a seguire una serie di regole per poter imparare la collaborazione e la vita fuori di casa dove era sempre stato il protagonista indiscusso, ma alcune di queste regole si possono attuare nello stesso ambiente domestico portando il proprio figlio a capire che non tutto quello che gli diamo è dovuto.

Potrei fare un elenco lunghissimo di frasi fatte dei nostri genitori e nonni per farci capire che “il mondo là fuori” sarebbe stato una schifezza: “prima impari com’è la vita meglio sarà per te, non tutto ti è dovuto, le cose te le dovrai guadagnare in futuro, ma lo sai che io per avere il Nintendo ho lavorato un’intera estate per potermelo comprare?
È proprio così, per ottenere qualcosa bisogna fare qualcosa e allora ecco qua l’ideona.
Accortisi che Camilla, per quanto generalmente brava e ubbidiente è pur sempre figlia unica nonché viziata le abbiamo proposto di fare un gioco, un gioco dove per ogni cosa che faceva in casa poteva ottenere un punteggio che poi l’avrebbe portata ad un premio.
Lo scopo era di farla collaborare nelle azioni che ogni tanto cercava di glissare per pura pigrizia facendo leva su un premio concordato insieme con lei.
Quante volte sono incappata nella solita minaccia genitoriale “SE NON FAI SUBITO I COMPITI OGGI NIENTE TELEVISIONE!!” e cosa facevo così…facevo capire a lei che solo con le minacce puoi ottenere qualcosa…niente di più sbagliato, ma in fondo chi lo ha il manuale del genitore perfetto?! Tenti, sbagli, riprovi, risbagli, cambi metodo e forse per un po’ va forse no.
Sia ben chiaro che non l'ho messa a vendemmiare nel campo dalle 8 alle 12, i compiti sono molti semplici e vanno dal lavarsi da sole sempre la sera, all’apparecchiare e sparecchiare la tavola a cena fino al rifarsi il proprio letto  (molto alla buona)…tutto questo per ottenere un punteggio che poi porta a dei premi finali ai quali ho assegnato un tot a seconda di quello che vuole, più grande è il premio che desidera più alti sono i punti…là Camilla si è sbizzarrita: prendere una big babol, andare al cinema, prendere dei rollerblade. La cosa interessante è che come noi siamo soddisfatti del nostro stipendio ottenuto ogni mese col duro lavoro, anche i bambini capiscono nel loro piccolo la soddisfazione che si ottiene nel guadagnarsi le cose e non solo riceverle così.
I ragazzini che ottengono l’iPhone di seconda mano dal proprio genitore, non si rendono conto della fatica che si è impiegata nel poterlo acquistare, ecco perché magari con l’adolescente il premio può essere in denaro e non con la semplice paghetta, che comunque ottieni ogni settimana senza aver fatto praticamente nulla.
un esempio interessante

Per rendere il tutto ancora più coinvolgente e giocoso ho creato la tabella con lei, coi vari pennarelli e i punti li mettiamo con una serie di stickers che ha scelto nei vari negozi di cartoleria, ma sono sicura che su internet se ne trovino di ancora più belli.

Se avete già usato questo metodo fatemi sapere come lo avete organizzato, sono curiosa di sapere i compiti che avete assegnato e i vari premi, o chissà che magari non lo abbiano fatto i vostri stessi genitori con voi…con me ci avevano provato, ma ora che la mamma sono io vedo le cose da un’altra prospettiva, per la gioia dei miei genitori. ;)



Stranger things in 14 ore

Credo di non essermi mai appassionata tanto a una serie tv come oggi. Lasciamo stare tutto, lasciamo stare Una mamma per amica, tralasciamo Grey's Anatomy, dimentichiamoci anche un attimo di Game of Thrones...dalle 10 di ieri sera io sono tornata indietro di 18 anni e non riesco più a scrollarmi di dosso questa incredibile sensazione che mi ha lasciato la nuova serie targata Netflix:
STRANGER THINGS.

E' bastato uno snap di persone che conosco e seguo da tempo, un giro sulla sinossi del primo episodio e niente, catapultata nel 1983 insieme ai 4 protagonisti della storia.
Non temete non ci sarà nessuno spoiler, ma piuttosto un mio profondo pensiero su ciò che mi ha lasciato...a pochi giorni poi dal post sui film proprio anni '80 che mi hanno traumatizzato di più da bambina e che comunque sono entrati nella storia del cinema.
È incredibile quanto questa serie sia talmente poco originale da esserlo più di tutti in questo 2016, questo perchè le storie di fantascienza coi ragazzini negli anni '80 li abbiamo visti e stravisti...proprio negli anni '80! Quindi i due registi hanno avuto questa spettacolare idea di riprendere uno stile usato e strausato e riportarlo nel nuovo millennio.
Prima che approfondisca ancora qualcosa in merito, vi dico che solo se siete stati amanti dei Goonies, di Navigator, ET, Star Wars etc. allora si, lo dovete iniziare immediatamente...se invece siete come il Perfido che ieri sera mi ha detto "I Goonies ma chi? Quel film con DEI ragazzini?" allora lasciate perdere, chiudete tutto e continuate a vivere la vostra piatta vita.
I tre punti cardine di questa nuova avventura televisiva li ho raggruppati subito dopo 7 minuti dalla visione: trama, personaggi, musiche.
TRAMA: in sintesi, la storia racconta di 3 ragazzini dell'Indiana, che si dovranno confrontare con qualcosa di terribile e spaventoso per poter salvare il loro amico rapito; il tutto con l'aiuto di una ragazzina fuggita da un misterioso laboratorio, dotata di incredibili poteri sovrannaturali. Ogni rimando agli anni '80 genera in me, come credo anche a voi, una sensazione interiore dove veramente ti rivedi a 8-12 anni davanti alla tua tv a sognare di fantascienza, avventure e storie d'amore, tutte condite col più alto tasso di ormoni possibile. Le puntate sono ahimè solo 8, della durata di 46 minuti, e vi tengono incollati fino alla fine.

PERSONAGGI: i fratelli Duffer, i registi della serie, non hanno tralasciato nulla, diversi sono i protagonisti della storia, che non si incrociano subito tutti insieme, ma che arrivano alla fine ad un'unica soluzione...sicuramente il mio preferito ho capito essere Dustin il ragazzino sdentato che piace perchè? Ovviamente perchè ricorda un altro personaggio degli anni '80...Chunk dei Goonies.
La star di eccezione è Winona Ryder che qui interpreta la madre del ragazzino scomparso...lei è assolutamente perfetta! È stata lei stessa a volere quel determinato taglio di capelli per la serie, ripresa da un film con Meryl Streep, è una madre single, che deve crescere due ragazzini, lavorare fino a tardi e che combatte con ogni possibile e stravagante mezzo per poter ritrovare suo figlio. I suoi sguardi di terrore ancor prima di vedere cosa sta per accadere sono tra le cose che mi hanno spaventato di più...

I personaggi secondari si mescolano perfettamente nella storia, ho apprezzato molto la madre di uno dei ragazzini che cerca di essere presente nella vita dei suoi figli adolescenti, ma che non riesce ad entrare nel loro spazio. Sarà che ora da genitore quale sono, riesco a percepire entrambi gli stati d'animo...quello del ragazzino che non vuole parlare e confidarsi col genitore e lo stesso che vorrebbe entrare nel mondo del figlio ma non ci riesce, perchè ha dimenticato una cosa fondamentale; che anche lei era stata un'adolescente.

MUSICHE: che dire, c'è una playlist su spotify, che trovate a questo LINK, dove ovviamente troviamo Clash, Toto, The Bangles...insomma 1983 allo stato puro...ma è la sigla che mi ha rapita completamente, dopo i primi minuti della serie, 50 secondi creati da Kylie Dixon e Michael Stein, ascoltatevela e ditemi se non ve la volete mettere come suoneria polifonica se aveste ancora il vostro nokia 3310.
Il bello o il brutto di Netflix è che hai a disposizione subito tutte le puntate di una serie, quindi se ti piace rischi di finirle come me in 14 ore, lasciandomi ora una voglia di riguardarle daccapo ma di volerne sapere ancora di più su ciò che è successo.
Se fossi stata ragazzina sono sicura che mia madre me lo avrebbe proibito, e mio padre mi avrebbe detto "ok Rubina, ora girati e ti avviso io quando puoi tornare a guardare" eppure so che gli sarebbe piaciuto veramente...
Spero di avervi convinto a guardarlo, fatemi sapere se vi è piaciuto, cosa vi ha colpito di più...insomma CREIAMO UN FORUM DI DISCUSSIONE come i migliori Nerd!

7 film traumatici della mia infanzia

ATTENZIONE, QUESTO POST Può CONTENERE IMMAGINI IMPRESSIONABILI SE COME ME AVETE AVUTO DEI TRAUMI INFANTILI CON QUESTI FILM

Quando ero bambina ricordo che c'erano alcuni film che mi erano stati proibiti di vedere o venivano censurati in alcuni momenti; "Rubina ora girati verso il muro, ti avviso io quando puoi tornare a guardare..." mi diceva sempre mio padre.
Nella mente di qualsiasi bambino scatta quella incontenibile curiosità che ti pone a farti mille domande su cosa mai stia succedendo in quella scena di tanto agghiacciante da lasciarti chissà quale trauma permanente nella tua vita, anche perchè poi mio padre lasciava il volume alto quindi le eventuali urla si riuscivano a distinguere perfettamente.
Tuttavia di alcuni conservavo le videocassette che registrava mio padre, e quando ho raggiunto un'età in grado di saper far partire un play nel videoregistratore sono andata alla ricerca di quelle scene tanto terrificanti che poi INFATTI mi hanno traumatizzata per sempre. Sette sono i film che conservo gelosamente nel cuore ma che, tuttavia durante la loro visione, mi riportano indietro nel tempo facendomi rivivere quello stato d'animo di paura provato allora.
C'è da dire che negli anni '80 madonna santissima si sono proprio concentrati tutti i film che mi hanno scioccato di più, ma cominciamo per ordine di visione:
CHI HA INCASTRATO ROGER RABBIT 1988
voi direte "ma scusa dai capolavoro Disney, sei fuori?" eh ma la fine ve la ricordate tutti si? ve lo ricordate il giudice quando viene schiacciato e inizia a parlare con "quella sua vocina stridula e gli occhi che iniettano sangue"? Ve lo ricordate quando lo avete visto a  7 anni e NON DI CERTO A 32?!
Anche la salamoia chissà come mai mi terrorizzava, quella povera scarpa bianca e rossa che viene sciolta nel barile mi faceva quasi piangere.

GREMLINS 1989
mi ricordo come fosse ieri mio padre che prendeva la videocassetta e mi diceva "dai guardiamolo insieme", i primi dieci minuti lo trovavo bellissimo, anzi, perchè non poter possedere un dolce peluche di Gremlins EH?! Ma non facevo in tempo ad appassionarmi a quel dolce batuffolino che venivo cacciata da mia madre in camera mentre la sentivo urlare "MA SEI PAZZO QUESTO FILM NON LO DEVE VEDERE È PROIBITO". Poi effettivamente ho capito perchè...

INDIANA JONES
cosa ci sarà mai di terribile in Indiana Jones. Come tutti in quegli anni mio padre era un fan sfegatato, avevamo tutte e tre le videocassette e ogni tanto dopo cena, mentre mia madre stirava, noi sul divano ne guardavamo uno. Il mio preferito resta Indiana Jones e l'ultima crociata, tuttavia per ogni film verso la fine, arrivava il momento della fatidica frase "Rubina ora voltati" e io mi giravo e muta, ad ascoltare delle urla strazianti...crescendo, una faccia di plastica sciolta quasi fa sorridere, ma a 10-11 anni ci dobbiamo ricordare che quelli erano i migliori effetti speciali di Hollywood. Ma su Indiana Jones potrei aprire un'altra lista sulle scene che mi hanno toccato di più...
-I topi nelle fogne di Venezia
-il cuore strappato che pulsa durante il sacrificio
-il cervello di scimpanzé per cena
-i fantasmi che escono dall'arca


GHOSTBUSTERS II 1989
stranamente più del primo è il secondo che mi faceva più paura, per l'inquietante quadro di Vigo von Homburg Deutschendorf...e quella atroce baby sitter fantasma che viene per rapire il bambino. Bill Murray comunque è sempre riuscito nella mia tenera età a sdrammatizzare ogni scena di paura con le sue esilaranti battute.


HOWARD E IL DESTINO DEL MONDO 1986
capolavoro trash degli anni '80 di cui non ricordo assolutamente nulla tranne ovviamente l'antagonista tra i più terrificanti della storia.

PIRAMIDE DI PAURA 1985
questo film l'ho visto agli inizi dell'adolescenza, lo ricordo bene perchè ero follemente innamorata di questo giovane Sherlock Holmes, e la trama era avvincente...un mix tra avventura, terrore e Indiana Jones, da cui è stata tratta anche una scena del film ispirata al Tempio maledetto. Il momento più pauroso è quando i personaggi vengono colpiti da alcune cerbottane avvelenate e iniziano ad avere della allucinazioni.


JURASSIC PARK 1993

concludo questi miei film del terrore con uno dei primi classici degli anni '90. Me lo ricordo bene non tanto per la paura quanto per la curiosità instillatami dalla proibizione di mia madre nel poterlo andare a vedere al cinema. Andavo alle elementari e stavamo proprio studiando il periodo dei dinosauri, quando al cinema è uscito questo film; tutta la classe organizzata per andarlo a vedere...tranne...io ovviamente.

Angoli Ghiotti: Camelia Bakery

Per la mia rubrica Angoli Ghiotti, vi porto oggi nella città di Treviso, dove dall'inverno scorso desideravo andare per poter scofanarmi recensire le prelibatezze di questo posto delizioso nel cuore del centro storico. La provincia è piccola e purtroppo ci si mettono quei 5-10 anni per scoprire il commercio di cose che magari stanno già passando di moda dalle parti di New York.
Dopo i vari Magnolia bakery nella grande mela o California bakery nella città della moda...il Veneto ha finalmente aperto gli occhi attraverso quelli di Valentina Soster, che dopo 20 anni in Benetton come direttore creativo si è buttata in questa avventura zuccherosa aprendo il 
È un posto dove fanno cupcake ok? CAPITE? Lo sapete che sono una fan sfegatata di questo dolce, giro ogni pasticceria possibile per assaggiarli, bocciarli o promuoverli, Knam sta al cioccolata come io sto ai cupcakes.
Parliamo prima del locale, in pieno centro dietro a Piazza dei Signori, in una piccola laterale che poi porta alla casa dei Carraresi. Passeggiando per le viuzze di Treviso non lo potete non vedere, dalle splendida insegna (purtroppo momentaneamente nascosta), ai tavolini che trovate fuori...l'interno mi duole dirlo è un po' piccolo, ma quale locale, bar, pasticceria a Treviso non lo è? Dispiace solo perchè l'arrendo è così ben curato che è quasi un peccato non aver avuto altro spazio per poter ammirare cosa avrebbero potuto aggiungerci ulteriormente.




I quadretti sopra al divano sono deliziosi, ci sono delle foto in bianco e nero mixate a qualche stampa. Il menu offre non solo i soliti caffè e macchiatoni ma anche le sue rivisitazioni vegan (vabbè raga, con il latte di soia dai...) il Frozen cappuccino è una bomba atomica e per un risveglio ghiacciato è la bevanda ideale!


Il mio giudizio sui cupcake è ottimo, devo dire che non li ho trovati pesanti e stomachevoli anche se al loro cavallo di battaglia "red velvet" ho preferito quello con la crema al lampone.
I dolci si possono anche ordinare per feste e/o eventi, però vi sconsiglio di farvi 40 km in auto come me con 3 cupcake in pieno giugno...sono arrivata a casa con il frosty dei cupcake completamente sciolti, ma questo ha un lato positivo, il fatto che siano prodotti superfreschi e naturali...
Oh insomma raga andateci, fateci colazioni, un brunch, fermatevi per un the freddo, un succo, una spremuta...se lo avessi vicino a casa probabilmente ci passerei le mie mattinate, seduta su quel morbido divanetto a sfogliare un libro.
Vi lascio alle ultime foto e al link della loro pagina Facebook.
CAMELIA BAKERY/sweet and green