Powered by Blogger.

Angoli Ghiotti: Miyu Japanese Food

Sono finalmente riuscita a trovare il mio ristorante di sushi preferito, che si è ormai piazzato da un paio d’anni sul podio della mia classifica personale. Ciò che cerco in un ristorante di questo tipo è sicuramente la qualità del pesce, l’originalità dei piatti e il servizio attento, tutte queste caratteristiche e molto altro le ho trovate al MIYÙ JAPANESE FOOD di Oderzo.
GLI INTERNI
Situato a 5 minuti dal centro storico della città, il locale è ben arredato, i colori portanti sono il nero e il fucsia che creano un buon mix tra loro, il pannello con i ciliegi in fiore che ricordano le meravigliose primavere in Giappone, danno un piacevole senso di profondità, come uno specchio da attraversare che porta direttamente al giardino stesso, uno stargate tra noi e il paese del Sol Levante.
posto preferito per mangiare in due
piccoli dettagli 
Il menù a catalogo, di cui non sono molto amante, è fatto bene, e rispetto ad altri locali le immagini rispecchiano perfettamente i piatti che poi vengono presentati.
La tartare di gamberi è freschissima e sublime, di solito tendo a inzuppare ogni mio piatto con la salsa di soia di cui vado molto ghiotta, ma in questo caso mi sono voluta godere il sapore naturale del pesce ed è così che ho capito quanto il piatto fosse ben fatto.
TARTARE DI GAMBERI
RAMEN CON POLLO: zuppa di spaghettini di grano tenero con aggiunta di pesce e verdure
NUVOLE DI GAMBERI /piccanti/
Ma al Miyu vengo principalmente per gli hurumaki DELLA VITA, gli spicy roll. Potrei mangiarne una quindicina senza accorgermene, le salse non coprono il gusto, ma si amalgano perfettamente al riso e al pesce creando una esplosione in bocca che non vi so spiegare a parole. PROVATELO E POI FATEMI SAPERE.
Mi sono concessa anche il mix di bicchierini con crema frutti di bosco, noccioline e scaglie di cioccolato.
SPICY ROLL: philadelphia, salmone, cetriolo, tonno, salsa piccante
TRIS DI BICCHIERINI alla frutta, noccioline e scaglie di cioccolato
Per quanto riguarda il servizio come già anticipato, è molto cordiale, disponibile e piuttosto veloce. Se i commensali ordinano cose differenti tra antipasti, primi o altro, nessuno rimane mai indietro, sembra quasi una danza ad incastro dove qualcuno osserva di nascosto il termine delle pietanze, per presentarsi in 15 secondi con un piatto nuovo.
Anche l’atmosfera mi ha stupito per essere un sabato sera: il locale non era super affollato ma nemmeno vuoto, la musica si percepiva bene ma non era assordante, la clientela era allegra, ma mai chiassosa, è sembrato quasi di essere veramente in un piccolo universo parallelo dove il silenzio e il rispetto verso il prossimo la facessero da padrona.
I prezzi a mio giudizio sono nella media, la spesa è stata intorno ai 30euro a persona compresi anche due bicchieri di vino.
Fatemi sapere se lo proverete, sono curiosa di conoscere anche il vostro parere.

via Garibaldi 15
31046 Oderzo (TV)

Le FRITOE: i miei tre angoli ghiotti del cuore dove assaggiarle

LA FRITOA. Il dolce nazionale della Repubblica Serenissima risale al ‘600 quando a Venezia solo poche persone ne erano i creatori, i famosi “fritoleri” che si tramandavano di generazione in generazione l’antica arte di questo dolce fritto.
Il carnevale è quel periodo dell’anno dove ci si divide in due grandi fazioni: 
team crostoli / team frittelle, e io sono decisamente una team frittelle.
Sono lieta oggi di presentarvi la mia TOP 3 delle pasticcerie dove ritengo vengano fatte le migliori frittelle della zona. C’è uno scontro tra titani nella stessa città ma che vi garantisco, regala sapori diversi, e una in Friuli. COMINCIAMO:

LA PARTICOLARE (pasticceria Dolomiti, Vittorio Veneto)
la vetrina del Dolomiti
il ripieno
La pasticceria Dolomiti è tra le migliori della zona, ve ne ho parlato anche in questo articolo. Dedica cura e attenzione ad ogni dettaglio, dall'arredamento del locale ai dolci ovviamente. Le loro frittelle si presentano in una forma un po’ pasticciata, non hanno la classica struttura rotondeggiante ma appunto si avvicinano più a un “grosso bignè”. La crema all’interno è ottima come sempre, particolare quella al caffè e ricotta e frutta fresca, non è super imbottita la frittella si riesce quindi a gustarne anche la pasta che non è unta e risulta quasi leggera.

LA RIPIENA (pasticceria Primavera, Vittorio Veneto)
la vetrina del Primavera
il ricco ripieno di chantilly
Questa pasticceria è famosissima proprio per le sue frittelle che inizia a produrre dal 1 gennaio! La gente già sotto Natale chiede quando usciranno e poi si crea sempre la fila persino fuori dal locale. La pasticceria Primavera si distingue per le frittelle traboccanti di ripieno. La loro crema chantilly è una nuvola, ma ho apprezzato tanto anche la “classica” con la marmellata. Anche in questo caso la forma è più tendente a una grossa pasta, risulta leggermente più grassa e unta, tuttavia molto molto buona.

LA TRADIZIONALE (pasticceria Peratoner, Pordenone)
Peratoner e la sua frittella "grossa e circolare"
il sublime ripieno allo zabaione
La pasticceria Peratoner di Pordenone ha una storia antica alle spalle e rimane fedele alla tradizione. La forma delle sue frittelle è perfettamente rotonda e vi è il giusto equilibrio tra pasta e interno che conta mezzo centimetro circa di impasto e poi l’esplosione con la crema. Tra le migliori sicuramente quelle con lo zabaione, ma senza sottovalutare anche la vuota che dimostra come la bontà di una frittella non dipende assolutamente da cosa ha al suo interno.

Questa è la mia personalissima classifica anche se sento di avere ancora molte pasticcerie da "testare" in merito. Magari lo farò e l'anno prossimo allargheremo la lista. 
Buon Carnevale a tutti intanto!

Angoli Ghiotti: Flame'N Co.

Per quanto mi diletti a ricercare sempre posti nuovi dove andare a mangiare, sono una persona abitudinaria, in generale…libri, film e cibo. Scoperto un luogo ci faccio ritorno moltissime altre volte finchè lo posiziono nella mia cartellina personale degli angoli del cuore, e questo è quello che è successo con il Flame'n co.
Credo sia stato uno dei primi posti che mi ha fatto capire l’interesse per la condivisione di ristoranti diversi perché in passato era un famosissimo ristorante d’elite prima di affermarsi come un vero e proprio marchio di franchising che si dedica alla carne alla brace.
Ci sono ormai cinque brasserie che si dividono come me tra il Veneto e il Friuli, io per comodità sono sempre andata al primo che ha dato il via a questi locali di successo, a Cecchini di Pasiano di Pordenone.
COSTINE DI MAIALE “NOSTRANO” COTTE NEL BBQ CON ERBE AROMATICHE, ACCOMPAGNATE DA PATATE FRITTE McCAIN
La location è di grande impatto visivo, arredato con gusto si avvicina molto a uno stile industrial, tavoli sorretti da giganti barattoli, sedie colorate e di forme diverse, immagini di animali alle pareti, fanno capire che qui viene data grandissima esaltazione ai piatti di carne.
Fermi là vegetariani comunque, c’è la possibilità di accontentare tutti i gusti al Flame, il menù è vasto potete trovare anche zuppe veg e quinoa. L’attenzione principale viene data dalla carne di qualità pregiata e cotta in maniera perfetta. Viene utilizzato un innovativo sistema di cottura, chiamato bbq x-oven che aiuta a mantenere i sapori reali della carne.
GLI INTERNI

moltissime sale disponibili
Dopo esserci stata tante volte in questi anni ho la mia piccola lista di piatti preferiti:
COUNTRY RIBS
SASHIMI DI MANZO
BATTUTA AL NATURALE
PURè AFFUMICATO
PARILLADA FLAME &CO.
Ci sono anche diverse scelte di hamburger gourmet e un menù dedicato ai più piccoli.
SASHIMI DI CARNE CRUDA DI MANZO, CON GAZPACHO E FIOCCHI DI BURRATA
GRIGLIATA DI CARNI MISTE CON: ASADO DI BLACK ANGUS USA, CAPOCOLLO DI SUINO, COSTATA DI SCOTTONA, SALSICCIA ARTIGIANALE, BBQ RIBS.  ACCOMPAGNATA DA PURÈ DI PATATE AFFUMICATE, VERDURE AFFUMICATE E SALSA CHIMICHURRI
Chi mi segue su Instagram sa che quando vado al Flame dico incessantemente di provare il dessert, precisamente la “Brucia”, una gigantesca (ma sottile tranquilli) crema catalana, accompagnata da gelato e frutta fresca. Ordinatela in due magari se avete abbondato con il resto.

Il personale si è sempre dimostrato all’altezza, disponibile e cordiale, a volte il servizio può risultare leggermente lento durante il weekend, ma non troppo.
La fortuna di questa brasserie è che essendo una catena ci sono moltissime possibilità di testarlo anche al di fuori del pordenonese, vi potete recare a San Daniele, dove so che c'è anche la possibilità della pizza, e perfino Padova ne ha uno. Qua di sotto trovate l’elenco e i link diretti a questi ristoranti che nei prossimi anni ho sentito allargheranno la loro cerchia spaziando speriamo in tutta Italia.


Angoli ghiotti: Emozioni Enoteca veneta

Dopo l'articolo sugli angoli ghiotti milanesi, torniamo nel nostro territorio perché voglio raccontarvi la mia esperienza in un ristorante che è un piccolo orgoglio veneto perché è situato accanto alla storica scuola enologica di Conegliano: l'Enoteca veneta emozioni.
Questo locale è stato ristrutturato alcuni anni fa da un progetto della provincia voluto fortemente dal presidente Zaia, per creare un luogo d’eccellenza dove poter degustare vino e allietarsi con del buon cibo intorno alla più antica scuola enologica d’Italia.
Il ristorante ha cambiato gestione diverse volte e da un anno è diventata una pizzeria gourmet, ho voluto provarla perché non vi nego che le recensioni su internet erano particolarmente contrastanti tra loro.


E’ stato risistemato sull’ex deposito macchinari, lo spazio quindi è molto grande, composto da una sala al piano terra dove si può godere di un aperitivo o anche organizzare eventi e feste private. Al piano superiore invece troviamo il ristorante vero e proprio, gli spazi sono aperti e la cucina a vista accontenta i curiosi che voglio osservare i cuochi all’opera. Intorno si possono ammirare le bottiglie di vino del territorio ed eventualmente acquistarle.


Il menù è vario, ma ci siamo concentrati sulle pizze gourmet che  vengono condite appena uscite dal forno e presentate già suddivise in spicchi singoli, un’idea non male se si voglio scambiare i gusti dei propri piatti creandosi così una pizza mixata. La pasta è bassa e croccante e gli ingredienti di primissima qualità; abbiamo azzardato una pizza con mini tartare sopra e l’abbiamo veramente trovata ottima. Ho trovato le porzioni delle pizze leggermente più ampie rispetto alla media, perfetto per chi ha molto appetito!
LA TARTARE: stracciatella cuor di burrata di Andria, tartare di manzo piemontese Coalvi battuta al coltello, scarola riccia, crema di fonduta di Castelmagno DOP
l'ACCIUGA: pomodoro San Marzano DOP, mozzarella Borgoluce di latte di bufala, pomodorini semi secchi, acciughe del Mar Cantabrico
Se dobbiamo parlare di prezzi vi dico subito che non troverete una pizza margherita a 6 euro, la scelta del locale è di innalzare la qualità degli ingredienti anche quelli di base, quindi aspettatevi una spesa leggermente sopra la media. Il servizio è stato piuttosto veloce e il personale sempre molto cordiale e disponibile. È sicuramente un angolo ghiotto che consiglio e dove tornerò spero presto per assaggiare anche altri piatti e i dessert che questa volta purtroppo ho saltato.

via Giovanni Dalmasso 12
31015 Conegliano (TV)

Angoli Ghiotti in trasferta a Milano

I miei angoli ghiotti iniziano quest’anno con delle trasferte fuori dal Veneto, precisamente Milano, dove sono stata un paio di mesi fa. L’obiettivo era un po’ di relax in compagnia di un’amica, lo shopping e ovviamente il cibo. Fermandomi solo un paio di giorni ho cercato di concentrarmi al massimo sui luoghi dove assaggiare qualcosa di diverso, cosa assolutamente facilissima perché da Conegliano a Milano sembra di avere una distanza spazio temporale di dieci anni…indietro per noi ovviamente.
Il primo che abbiamo provato la sera arrivate a Milano è stato il famoso RISO&LATTE  di cui avevo sentito molto parlare grazie anche alla vera guru dei locali milanesi Caterina di Conosco un posto. Il locale è in stile "casa della nonna anni '60” curato in ogni minimo dettaglio, dai tavoli vecchio stile, il jukebox, i panni stesi. Uno dei piatti forti che abbiamo voluto assolutamente provare era il risoelatte viola con speck, un risotto da principesse, gustosissimo e molto impegnativo per le sue porzioni abbondanti. È un ristorante anche molto legato alla tradizionale cucina milanese e si possono provare moltissimi altri piatti come il classico risotto  o l’ossobuco.
Se vi avanza spazio nello stomaco mi raccomando, provate i riso e latte dessert nelle loro innumerevoli varianti perché sono strepitose.
RISO E LATTE viola con speck, scamorza e nocciole
GLI INTERNI
LOCALE A CONDUZIONE FAMILIARE
GLI ORIGINALI INTERNI
AFFETTATI MISTI
RISO E LATTE con mela e cannella
Passiamo ora a parlare del locale e della bevanda che va per la maggiore a Milano negli ultimi anni e che ora sta pian pianino approdando da noi: il MACHA CAFÈ.
Ci sono diversi locali a Milano che si sono dedicati interamente alla preparazione del macha sia nella versione liquida che solida, quindi si potranno assaggiare cappuccini, milkshake, caffè tutto a base di macha, per non parlare di torte, cupcake o tiramisù. Ci siamo fatte prendere dall’entusiasmo ordinando cappuccini e fette di torte per poi scoprire che forse noi non siamo ancora pronte per il macha. Il gusto è molto forte, erbaceo, tendente agli spinaci oserei dire. Sono rimasta un po’ delusa dalle enormi aspettative che mi ero fatta, comunque sia il locale è molto grazioso.
gli interni
macha cappuccino, macha muffin e macha cake
Terminiamo con un altro evergreen milanese, il sushi, andando in un altro celebre ristorante: TEMAKINHO. Consigliatomi da un’amica friulana ormai adottata milanese da anni, ci siamo fidate e siamo rimaste piacevolmente sorprese. Il locale esteticamente è bellissimo, sia nella zona ai tavoli che quella per un pranzo veloce al bancone. Il sushi è di gran qualità, non economicissimo, ma eravamo pur sempre a 50 metri dal Duomo.
gli interni 
per una pausa pranzo veloce al bancone

Questi tre angoli ghiotti in trasferta sono stati buonissimi e mi hanno ulteriormente invogliato  ad andare a caccia di locali nuovi e di parlarne con voi per tutto il 2019 per confrontarci sulla grande passione che alla fine ci accomuna e unisce sempre: IL BUON CIBO.

via Manfredo Camperio 6
viale Francesco Crispi 15
via Guglielmo Marconi 4

Una settimana stellata: l'Argine a Vencò

Quest’anno, complice un’occasione speciale, ci siamo recati in uno dei locali stellati del Friuli Venezia Giulia, ai suoi confini in realtà, dove è nato da alcuni anni L’Argine a Vencò.
Il locale è diventato famoso di recente grazie alla partecipazione dello chef Antonia Klugmann come giudice di Masterchef.
Mi sembra un po’ presuntuoso farne una recensione come sono solita scrivere, perché è già stato dimostrato, con l’entrata nell’Olimpo dei locali stellati, che L’Argine a Vencò è un ristorante ottimo dove tutto viene curato nei minimi dettagli. Il mio sarà quindi un semplice racconto di questa food experience, con alcune foto che non renderanno davvero l’idea di tutto il contesto, ma spero vi entusiasmi tanto da andarci quanto ha entusiasmato me.
Arrivati per la cena ci siamo immersi in questo splendido locale situato al centro della natura con vigneti e boschi, essendo sera non abbiamo avuto modo di ammirarne l’affascinante paesaggio nel suo insieme, ma l’atmosfera soffusa di sera lo ha reso ugualmente magico.
Possiamo dire di essere stati davvero baciati dalla fortuna perché il nostro tavolo era situato a lato della cucina a vista, a cui lo chef tiene da sempre, per eliminare quella barriera che siamo soliti avere tra sala e cucina. Eccoci quindi trasformati in un Grande Fratello di Orwell dove i nostri occhi seguivano con curiosità maniacale ogni mossa dello chef e di tutti i suoi collaboratori.
calamaro, castagne, crescione 
Il menù si suddivide in 3 tipologie di degustazione, il piccolo composto da 5 portate, il medio composto da 6 portate e infine il menù Territorio: vita in movimento da dieci.
Noi abbiamo optato per l’ultimo per immergerci nella cucina dell’Argine a Vencò.
Durante la visione di Masterchef negli anni, mi sono sempre chiesta come fosse possibile che ogni giudice pretendesse che le varie postazioni di cucina fossero sempre in ordine: lo trovavo quanto meno pretenzioso, perché si lavora con molta gente, si ha poco tempo a disposizione, invece è tutto vero, ogni movimento in una cucina stellata è una vera danza. Si percepisce la caoticità del momento, ma mai la perdita del controllo.
semi amaranto e girasole
millefoglie di zucchine fritta, tapioca, aglio, olio, peperoncino
Credo che la nostra fortuna sia stata quella di aver apprezzato forse più di tutti gli altri commensali, la preparazione di ogni portata che ci è stata servita, perchè ne abbiamo visto la creazione. Nessun piatto esce senza che lo chef lo abbia impiattato e perfezionato, si assistono anche a dei piccoli e normalissimi screzi di incomprensione, segno che siamo pur sempre davanti a degli esseri umani. Il vetro che ci divide è comunque insonorizzato, quindi non si sente nulla, ma si percepisce un fenomenale gioco di squadra come un’orchestra davanti al suo direttore.
Per chi non fosse mai stato in un locale stellato uno dei film a mio parere più fedele, che si avvicina all’idea di cosa ci si può aspettare è “il sapore del Successo” che vede come protagonista un Bradley Cooper nelle vesti di un ambizioso chef stellato, che cerca di risalire la china dopo un periodo buio.

gnocchi rapa rossa, prugna e rosa
lumache brasate, frittata alle erbe e maionese
Al termine della serata, come ogni locale stellato che si rispetti c’è il giro dello chef, due chiacchere per presentarsi e avere un contatto diretto con chi è stato l’artefice della nostra serata, un’attenzione che dovrebbe estendersi anche ad altri ristoranti secondo il mio punto di vista.
Il personale, preparatissimo, allietava piacevolmente i commensali, veloci e silenziosi slittavano di tavolo in tavolo chiaccherando di vini e cibo, ma lasciando il cliente da solo a gustare di questa esperienza nel momento giusto.


Il conto è giustamente stellato, spero sempre sia chiaro a chi mi legge che quando ci rechiamo in un locale, bisogna valutare tutto l’insieme, in questo caso non si è semplicemente andati in un ristorante a mangiare qualcosa di buono, si ha vissuto una esperienza extrasensoriale,  dove si viene guidati alla scoperta del cibo e del suo territorio, in questo caso il Friuli.
gelato di pane di pasta madre, sorbetto all'uva fragola
Sono dell’idea che l’Argine a Vencò sia sottovalutato con l’assegnazione di “una sola” stella Michelin, ma confido che entro breve riesca a conquistarne un’altra perché il livello è a dir poco eccelso.
Per chi fosse interessato ad andarci vi informo che le prenotazioni si possono effettuare rigorosamente online, vengono aperte con un mese di anticipo e vi consiglio di farlo il prima possibile perché è veramente difficile trovarvi posto.

località Vencò
34070 Dolegna del Collio (GO)

dalla coltivazione alla cucina, ecco Casa Vittoria

A San Polo di Piave, tra diversi campi e vigneti è sorto da poco più di un anno un albergo e ristorante pronto ad accogliere chiunque voglia fermarsi a gustare dei piatti tipici del territorio e immergersi nella natura: sto parlando di Casa Vittoria.


Prima di raccontarvi la location o il menù, ci tengo a soffermarmi su come è nato questo posto e perché è così speciale. L’immenso edificio e terreno che si erge vicino, è un’antica casa colonica data alla Cooperativa sociale Vita Down che insieme alla regione Veneto l’ha ristrutturata, trasformandola in un luogo dove dare molte opportunità di lavoro ai ragazzi affetti da disabilità.
Tutto è nato inizialmente nel 2012 con un orto da coltivare, poi grazie alla ristrutturazione è diventato ora uno splendido albergo con sala convegni e ristorante, vigneti e serre.
I ragazzi che ci lavorano vengono impiegati in diverse mansioni, dalla cucina, il servizio in sala, al lavoro agricolo, accompagnati da tutor e diverse figure di riferimento, lo spazio è talmente grande da accogliere moltissimi ragazzi.
Di recente sono stata a cena e ci tenevo a raccontarvelo perché si è un angolo ghiotto, ma soprattutto un luogo che unisce il cibo al sociale, e questo progetto è veramente unico.


L’edificio essendo praticamente rifatto è nuovissimo, accogliente e vasto, ideale per pranzi e cene anche quando si è in molti, tant’è che viene impiegato anche per pranzi cerimoniali dai matrimoni alle comunioni.
Il menù è semplice con ingredienti genuini e stagionali e offre diverse selezioni tra antipasti, primi e secondi, io ho optato per un carpaccio con carciofi rucola e grana.

carpaccio di Sorana con cruditée di carciofi, rucola e grana

Mi sono poi spostata sui primi ordinando degli gnocchi al ragù e assaggiando anche le buonissime tagliatelle con funghi porcini, gustosi e abbondanti. Lo stinco di vitello è stata un’incredibile sopresa per le sue “enormi” dimensioni, forse leggermente eccessivo per me ma chi lo ha ordinato non si è certo lasciato pregare nel terminare tutto il suo piatto.

gnocchi di patate al ragù d'anatra affumicata con prugne e mandorle
tagliatelle della nonna Vittoria con funghi porcini e rosmarino
stinco di vitello glassato al rosmarino
La nuvola di crema con frutti di bosco e meringhe ha dato la degna conclusione a questa serata.


Tutto il contesto, il locale, il cibo, il personale, questo stesso progetto, sono stati davvero una piacevole scoperta per il nostro territorio, spero che questo articolo vi invogli ad andarci non solo per ritrovare i nostri sapori locali ma per supportare anche l’associazione che con amore e impegno ha saputo regalare un’opportunità di lavoro per nulla scontata a tantissimi ragazzi.

CASA VITTORIA
via Casoni 4
San Polo di Piave (TV)