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Angoli Ghiotti: Osteria Ripasso a Conegliano

Qualche settimana fa sono andata a riscoprire un locale che non frequentavo da un paio d’anni, ero alla ricerca di un posto che unisse prodotti vegetariani e non, per accontentare tutti i palati dei miei compagni di serata. È stata come un’illuminazione perché mi ero dimenticata di questo locale che invece mi era molto piaciuto anche in passato, sto parlando dell’Osteria Ripasso a Conegliano.
È un luogo caldo e intimo, tavoli in legno da classica osteria di paese, bellissima la parete centrale anch’essa in legno, che ricorda molto la mia vecchia stube della casa in campagna, in pieno stile tirolese. Non è un locale particolarmente grande tuttavia c’è un tavolo grande con in mezzo un caratteristico torchio, ideale per una mangiata con molti amici.


La specialità dell’Osteria Ripasso è la scelta di piatti vegetariani, vegani e gluten free unita alla carne e al pesce, ci si sente in un luogo dove nessuno è escluso, dove amici carnivori e vegani si possono incontrare senza dover rinunciare a qualcosa.
Come antipasto ho ordinato una coppa TOP, di nome e di fatto mi sento di dire: viene presentata come una spuma di patate, gamberetti e zucchine. Forse non è particolarmente accattivante alla vista, ma il sapore mi ha rapito, di una delicatezza incredibile. La porzione è piuttosto abbondante per un antipasto, consiglio di ordinarla se avete molto appetito o siete a digiuno da diverse ore. 
Ho optato poi per delle mezzelune integrali, con burro, salvia e provola per darmi il colpo di grazia: è un piatto semplice, genuino, la pasta integrale la sto iniziando ad apprezzare negli ultimi anni. Mi invogliavano molto anche i secondi piatti, ero quasi tentata di ordinare il tofu strapazzato con verdure, ma ancora i miei pregiudizi su questo alimento sono tanti, anche se l’impiattamento dei miei vicini di tavolo mi aveva colpito.
COPPA TOP: gamberetti e zucchine immersi in una spuma di patate
mezzelune "Ripasso" integrali: ripiene di funghi e ricotta
I miei amici invece hanno optato per un tortino di farro con cuore di stracchino accompagnato da una crema di verdure e poi un salmone alla piastra, fresco e molto buono, forse sulla presentazione si potrebbe fare qualcosina di più. 
Tortino di farro cuor di stracchino

salmone alla piastra e burro aromatico all'aneto con verdure
Dal tabellone in sala che elencava i diversi dessert non mi sono fatta di certo pregare, abbiamo preso tutti una fetta di torta della casa fatta con farina semi integrale, marmellata di fichi e pesche, riscoprendomi a casa della nonna, con la stufa che scalda l’ambiente e lei che insiste che ne mangi un’altra fetta. Luoghi così, semplici, rustici, sono posti che amo frequentare per la loro genuinità, siamo sempre alla ricerca di piatti super ricercati, abbinamenti curiosi, ma poi cosa ci fa veramente stare bene? Il ricordo, quell’attimo in cui senti un determinato odore o un sapore che ti fa rivivere momenti trascorsi a tavola con la famiglia, di quando eri bambina.

Chi come me è carnivoro dalla nascita e ancora molto prevenuto su piatti con seitan o tofu, dovrebbe venire qui per superare il suo ostacolo. Potete fare come me, partire dal pesce o dalla carne per poi dirottare il vostro interesse al resto del menù, perché vi incuriosirà talmente da volerci tornare.
Il servizio è un po’ lento, l’attesa tra un piatto e l’altro è lunga, segno sicuramente che viene tutto preparato al momento e con grande professionalità, però è un punto che andrei a migliorare. Il personale invece molto cortese e disponibile, presenta i propri piatti con entusiasmo e professionalità.
Nel complesso è un Angolo Ghiotto che consiglio veramente a tutti, anche i prezzi sono onesti, sicuramente è richiesta la prenotazione per tempo, ne rimarrete molto soddisfatti…e ora che mi è “ritornato in mente” l’Osteria Ripasso è un luogo in cui tornerò senza alcun dubbio.

via Fenzi, 32
Conegliano (TV)

Angoli Ghiotti: Malvasia a Treviso

Inizio questo nuovo articolo confessando una cosa che ha stupito molti su Instagram: io non ho mai assaggiato dei pancakes. Lo so, è incredibile, tra cupcakes, torte di pasta di zucchero etc. i pancakes erano proprio un piatto della tradizione americana che mi mancava, fino a quando ho scoperto che non tanto lontano da me un locale li faceva esattamente come li vedevo su internet, immersi nello sciroppo d’acero con una valangata di panna:
Al Malvasia a Treviso.


Non solo il cibo è molto interessante ma la stessa struttura del locale: si presenta con un “bancone non bancone” composto da tronchi d'albero come anche le stesse sedie dove ci si ferma per mangiare. Possono sembrare scomodi, ma non li ho affatto trovati così, certo non parliamo di poltrone dove stare a rilassarsi per ore, il principio del Malvasia è proprio del “brunch", un pasto veloce che si consuma tra un appuntamento di lavoro ed un altro. L’interno non è molto grande ma c’è lo spazio anche per accomodarsi fuori su una piccola terrazza che affaccia sul Sile, accanto al ponte Malvasia, luogo diventato ormai molto suggestivo grazie alle opere di uno scultore trevigiano.





Anche i proprietari del risto-brunch hanno chiamato all’appello un altro artista veneto per decorare il loro locale: tutto è dipinto dallo street artist Tony Gallo, i colori sono molto accesi, si ha come la sensazione di entrare in un mondo parallelo, fatato…da un momento all’altro mi aspettavo che qualche folletto spuntasse fuori con il suo pentolone di monete d’oro.




Incentrato proprio sul “sistema brunch” dalle 10 alle 16 il locale prepara piatti dolci e salati per chi vuole fare colazione, un pranzo veloce o una merenda pomeridiana.
Andandoci a mezzogiorno abbiamo voluto sfruttare entrambe le situazioni ordinando sandwich e ovviamente i mitici pancakes. Sono preparati al momento in 3 versioni con frutta e panna, grondanti di cioccolato o con mele stufate alla cannella e vaniglia.



Iniziamo per ordine: io ho scelto un crostone con avocado, uovo e salmone. Non nego che alla presentazione ho pensato “ma tutto qui?” non è proprio grandissimo come bruschettone, temevo non mi saziasse e invece gustandolo con calma, l’unione dell’uovo, del pesce e di una quantità abbondante di avocado mi ha fatto capire che avrei potuto concludere qua il mio pasto. Chi era con me invece ha optato per un ottimo sandwich con avocado, salmone e cetriolini ( abbiamo gli stessi identici gusti!). Lo spazio per il dolce c’è sempre, e anche se non ci fosse stato lo avrei trovato ugualmente, la mia missione era una: MANGIARE I PANCAKES, così ne abbiamo ordinato un piatto e ce lo siamo diviso. Che dire, non ho metri di giudizio, la mia amica ha esclamato un “sublime” e io mi sono gustata questa bomba calorica.


Sandwich salmone: avocado, philadelphia, cetriolini, salmone 
Salmoncado toast: crostone di pane, salmone, uovo, avocado
Pancakes Italian: more, lamponi, fragole, zucchero a velo, sciroppo d'acero, panna montata
I prezzi sono leggermente sopra la media, i pancakes si aggirano sugli 8euro mentre per il mio crostone si raggiungono i 9euro, non è una colazione o un brunch da fare tutti i giorni magari, ma riesco a giustificare una spesa così anche dalla location centralissima dove si può ammirare uno degli scorci più belli e instagrammati di Treviso. Insomma qui non si paga un semplice pasto, ma una vera e propria immersione nel cuore pulsante di questa bellissima città che con il Malvasia intreccia pranzi d’oltreoceano con il nostro magnifico territorio, il Veneto.
Ultima indicazione: se volete pranzare vi consiglio sempre di prenotare in anticipo, perché è molto gettonato e rischiereste di non trovare posto.

MALVASIA
via Trevisi 29
31100 TV

Angoli Ghiotti: patata gourmet a la Colonnetta di Treviso

Dopo una piccola pausa estiva che mi ha visto attraversare diversi paesi per raggiungere il Centro del Mondo, ritornano gli Angoli Ghiotti e lo fanno con una bella novità arrivata proprio nel cuore di Treviso.
Grazie alle tante segnalazioni che voi ragazzi mi fate tramite Instagram ho scoperto la nuova gestione de “La Colonnetta” aperta da meno di un mese.
Situata a metà strada tra gli instagrammatissimi scorci del centro e Camelia Bakery, la Colonnetta è un ristorante piuttosto piccolo ma molto curato nei dettagli, dai lampadari di grande effetto in entrata allo stile super colorato sulle pareti, un po’ urban jungle. C’è uno spazio esterno dove poter sorseggiare un aperitivo con i loro cicchetti, o se scegliete la cena interna ci sono due sale.
Nella sala più piccola i tavoli possono sembrarvi abbastanza ravvicinati tra loro, ma assicuro che si riesce a godere della propria intimità durante la cena.

GLI INTERNI


I proprietari del locale, che sono gli stessi di un altro bellissimo posticino sempre a Treviso, il Burici, hanno creato un menù dove la pietanza principale è 
LA PATATA GOURMET. La cosa mi ha colpito perché onestamente non ne avevo mai sentito parlare e non sapevo cosa aspettarmi, mi sono così fatta raccontare dal personale che l’idea è nata grazie a una loro cena a Milano dove si serviva una patata con buccia cotta al forno, aperta a metà e poi farcita con moltissimi ingredienti, dal pesce alla carne o anche verdure.
Ho così ordinato una patata “polposa” e l’ho trovata incredibilmente divina. La grandezza della patata è media, compresa di buccia assolutamente commestibile, con all’interno una quantità corposa di farcitura, saporita e non asciutta, un piatto che riesce a saziare senza appesantire.

Patata Polposa: carpaccio di piovra, olive taggiasche, pomodoro confit, origano greco

Temendo comunque di non mangiare a sufficienza perché non sapevamo cosa e quanto aspettarci dal pasto principale, abbiamo inizialmente preso anche un paio di antipasti, olive nere greche e acciughe servite con crostini e salsa al basilico. Ve le consiglio vivamente entrambe.


Non di sole patate è fatta la Colonnetta, si può eventualmente optare per le insalatone, mia figlia ha ordinato una caprese, che è stata letteralmente “spazzolata” anche da noi; saporita e fresca, un piatto che normalmente diamo per scontato perché lo si fa spesso in casa in velocità, ma non sottovalutatelo, il gusto mi ha conquistata.


Per concludere la cena abbiamo ordinato anche due dessert, un classico tiramisù servito su un bicchierone e una torta di mele con crema al mascarpone, molto soffice e dolce.


Il personale è stato cortese e disponibile anche nell’accontentare la mia curiosità su questa loro scelta gastronomica, assolutamente riuscita, in centro a Treviso, dove possiamo finalmente dire che “è arrivato qualcosa di nuovo anche qua”.
Anche i prezzi sono nella media, per una patata ci si aggira intorno agli 
8-10euro in base agli ingredienti, considerando anche antipasti, dessert e vino ci si aggira intorno ai 25euro a testa, ma la cosa più importante è alzarsi da tavola totalmente soddisfatti con il desiderio di voler tornare per assaggiare tutte le patate a menù.

vicolo Palestro, 2
31100 Treviso

Giordania, cosa vedere e mangiare

Lasciata Gerusalemme (il post precedente lo trovate qui), non nego con molto dispiacere, abbiamo preso l’auto a noleggio e iniziato la nostra discesa a sud di Israele per arrivare al confine e attraversare la Giordania.
L’auto la potete lasciare nel grande parcheggio e poi raggiungere a piedi il confine e gli innumerevoli controlli.
ATTENZIONE: esiste una tassa d’ingresso in Giordania corrispondente a 5 dinari (circa 6euro). Vi invito inoltre a fermarvi almeno tre notti così da evitare la tassa di uscita dal paese, corrispondente invece a circa 50euro per persona, questo è stato fatto per evitare il turismo mordi e fuggi verso Petra. Tuttavia una volta consapevoli dei prezzi le escursioni in giornata per Petra si possono fare tranquillamente.


Ci siamo recati poi con un taxi al punto per ritirare le altre auto noleggiate, mi raccomando, verificate che sia funzionante e in buono stato. A noi ne è capitata una con la batteria malandata che ci ha lasciato in panne ben tre volte, ma abbiamo sempre trovato delle persone gentilissime in giro pronte con i cavi a farcela rimettere in moto. (ringraziandoli sempre con una piccola mancia)
L’autostrada in Giordania è ben diversa da quella in Israele, ve lo spiego così:

LA FOTO Più RAPPRESENTATIVA DI QUESTA VACANZA IN GIORDANIA
incontrerete diversi posti di blocco e una miriade di dossi, quindi andate piano altrimenti rischiate di tirare delle inchiodate e rovinare l’auto. La diversità tra Israele e Giordania l’ho constatata proprio sulla strada: se da una parte vediamo guard rail e autogrill dall’altra troverete cammelli in mezzo alla strada o gente che attraversa a piedi le corsie autostradali per vedere incidenti dalla parte opposta o ancora militari ai posti di blocco distesi a terra a pregare durante il tramonto.
WADI RUM
L’esperienza nel deserto è stata incredibile, non ve la so descrivere a parole, lo faranno le foto al posto mio. Il ragazzo che gestiva il nostro campo, Mohammed, è stato di una gentilezza e disponibilità disarmante. Siamo anche stati invitati a casa di suo zio che ci ha servito del tè bollente e regalato qualche foglia per poterlo fare noi in casa. Con lui abbiamo fatto un’escursione in jeep nel deserto, attraversando dune e sabbia bollente, visitato la casa di Lawrance d’Arabia e attraversato poi l’ultimo pezzo di deserto sui cammelli. Non aspettatevi bagni funzionanti, igiene super curata, ma un’ immersione nel mondo dei beduini che fa apprezzare ciò che abbiamo e ci fa sentire davvero fortunati.
Cena, colazione, escursione in jeep e sui cammelli ha comportato una spesa di 50 euro a persona. VERAMENTE NIENTE rispetto all’esperienza di vita che si porta a casa.
BEDOUIN EXPERIENCE CAMP

LE TENDE, LETTI COMODI, COPERTE E PRESE ELETTRICHE. 

CAMILLA CHE DALL'ALTO SALUTA, CON L'AIUTO DEL BEDUINO CHE L'HA ACCOMPAGNATA


LA DISCESA DI CORSA DA UNA DELLE DUNE DI SABBIA

PETRA
Ecco su Petra non avrò gli stessi commenti super positivi che ho avuto per il deserto. Non c’è la magia di Indiana Jones che raggiunge il tempio di Alessandretta, i giordani hanno capito molto bene come spremere i turisti in questa piccola città. L’ingresso al sito archeologico è molto simile ad un’entrata a Gardaland, biglietteria, shops, panchine dove sedervi. Si raggiunge a piedi o a dorso di cammello e asini lungo un tragitto di un chilometro circa. E si arriva BAM al famosissimo e superinstagrammato Tesoro di Petra.
È sicuramente d’effetto, ma i baracchini che vendono souvenir e l’odore acre degli escrementi di animali sparsi per tutto il sito faranno svanire leggermente la magia. Per visitare bene Petra ci vogliono diverse ore, meglio sempre arrivare di mattina.
Il Petra by night, evento notturno che intrattiene i turisti per un paio d’ore è affascinante ma affollato. Si sorseggia del thè caldo ascoltando i beduini suonare i loro strumenti musicali mentre TUTTI sono alla ricerca dello scatto fotografico migliore. (con la reflex il cavalletto mi raccomando). Non so se ve la consiglierei come visita, potrei dire che “fatto 30 fate 31”, forse ci aspettavamo qualcosa di più, uno spettacolo più lungo, meno turisti, non lo so…



- L’ALTARE DEL SACRIFICIO: non fatevi ingannare dal cartello “treasure view” se volete la foto instagram dovete farvi accompagnare dai ragazzini che vi chiedono continuamente “do you wanna go up?” noi abbiamo optato per una scalinata poco sfruttata dai turisti (e infatti a saperlo…) , 800 gradini circa che vi portano in cima alla montagna per ammirare il panorama dall’alto o farvi un pianto liberatorio come è successo a me. Ma non sono pentita di averlo fatto anzi è stata una grande soddisfazione per una persona poco sportiva come me.
Per la visita completa a Petra il costo è di 60euro per persona, mentre per il Petra by night di 20. Non proprio economicissimo.

AVREMMO DOVUTO CAPIRLO DAI TURISTI CONTATI CHE SALIVANO E DALLO STESSO BEDUINO SULL'ASINO CHE SAREBBE STATA DURA
LA VISTA DALL'ALTO
Dopo Petra abbiamo raggiunto una città di mare Aqaba, comprendendo veramente il caldo afoso di agosto in questo stato.
Molto stanchi dalla giornata ci siamo recati a cena, un ristorante con vista sul Mar Rosso, veramente molto affascinante.


La nostra idea era di rimanere in Giordania il giorno seguente per andare al mare, ma è stata abbandonata quando abbiamo letto che le spiagge erano accessibili per tutti ma eticamente non avrebbero visto di buon occhio noi donne in costume. Nessuno ci avrebbe detto nulla forse, però se volete evitare sguardi indiscreti consiglio di riattraversare il confine e andare dalla parte opposta, sempre sul Mar Rosso, ma in Israele.
Abbiamo raggiunto con facilità la spiaggia di Eliat, la Dolphin Reef, pagato un ingresso, e fatto il consueto “controllo degli zaini”.
C’è la possibilità di fare il bagno con i delfini, ma bisogna prenotarlo per tempo, perché ovviamente ad agosto non troverete disponibilità. Il mare è meraviglioso, sembra di nuotare in un acquario con pesci di ogni colore e la barriera corallina. È pieno di bambini urlanti, ma esiste una zona off limits ai minorenni con sedie e divanetti per chi vuole rilassarsi un attimo. Idea Geniale!

QUASSù LA ZONA RELAX PER GLI ADULTI. PARADISO

La nostra ultima notte l’abbiamo trascorsa ad Arad, una città fondata nel 1962 per popolare la zona, che si trova a 25 km dal Mar Morto. Lo so che può stonare in un viaggio così, ma abbiamo trovato un locale che faceva la pizza e le recensioni erano veramente ottime, infatti non posso che confermarvi che in questa piccola città a migliaia di km dall’Italia l’abbiamo trovata davvero fatta bene e super gustosa.


Come ultimo giorno, per raggiungere Tel Aviv siamo risaliti con le auto e fatto un “pit stop” nel Mar Morto. Una pausa di 2 ore e mezza esatte perché il caldo si è fatto bollente e insostenibile. L’esperienza del bagno nel Mar Morto va fatta…ecco magari non ad agosto alle 14 del pomeriggio…ammetto una forte stanchezza quindi non ho goduto a pieno dell’esperienza. L’acqua era incredibilmente densa, e galleggiare per qualche secondo è stato impressionante, ma se dal caldo sperate di trovare un po’ di refrigerio in acqua, non illudetevi, la temperatura anche nel Mare e altissima.

IL MAR MORTO. SI VEDE POCO MA LE PERSONE STANNO LETTERALMENTE GALLEGGIANDO NELL'ACQUA

IN BORSA MAI SENZA:
*L’ACQUA trattandosi di un viaggio ad agosto, mi raccomando portate sempre con voi dell’acqua, dei sali minerali da integrare.
*SALVIETTE IGIENIZZATE, CARTA IGIENICA UMIDIFICATA i bagni sono ahem.
*POWERBANK se fate un viaggio itinerante o escursioni per un giorno interno, il powerbank vi salva il telefono.
*CARTINE GEOGRAFICHE SCARICATE da Google maps scaricatevi le cartine, utilissime per strada e quando non avete copertura.
*LONELY PLANET la guida è ottima, da portare sempre con sé nonostante il suo peso non proprio leggerissimo, vi sa indicare non solo posti da visitare e dove mangiare (per quello c'è anche Tripadvisor), ma anche la storia di tutti i siti storici che vorrete visitare.


Spero che questo post vi sia piaciuto insieme a quello su Israele, se avete altre domande non esitate a scrivermi. È stato un viaggio incredibile, che straconsiglio da fare anche in famiglia.

Tel Aviv e Gerusalemme: cosa vedere e mangiare

Se qualcuno nove mesi fa mi avesse detto che avrei viaggiato tra Israele e Giordania, probabilmente gli avrei risposto “ma tu sei fuori” e invece non solo ci sono stata, ma lo ricorderò come uno dei viaggi più belli e toccanti della mia vita.
Su Instagram sono stata molto attiva nel raccontarvi giorno per giorno cosa succedeva intorno a me, ma ho pensato fosse anche utile scriverne un post dettagliato per chi avesse intenzione di intraprendere un viaggio come il mio, e avesse bisogno di qualche dritta, perché nulla va lasciato al caso. Israele e Giordania sono dei territori visitabili, ma è necessario avere alcune informazioni e accortezze così da non rimanere sorpresi o anche delusi da qualcosa. Questa vacanza, ci tengo inoltre a dire, non è stata data in mano a nessuna agenzia, ma organizzata completamente da noi e dalla coppia di amici con i quali siamo andati.

VOLO AEREO
Abbiamo prenotato l’aereo intorno a febbraio/marzo, per agosto, con la compagnia israeliana El Al, tra le più sicure e ferree compagnie in base ai controlli di sicurezza. Quando siamo arrivati al check in (4 ore prima potrebbero sembrarvi troppe ma non lo sono) si viene sottoposti a un piccolo “interrogatorio” sul vostro viaggio: dove andrete, con chi, se conoscete qualcuno là, chi ha fatto le valigie, di chi è stata l’idea della vacanza. Domande che possono sembrarvi alquanto personali e invasive, ma è un semplice modo per cercare di carpire se state dicendo la verità o se state nascondendo qualcosa.
Vi invito a non fare del sarcarsmo, non perché non si possa fare, ma perché è tutto preso molto seriamente, e al termine del colloquio vi verrà consegnato un bigliettino che vi identifica con una lettera dell’alfabeto che segna se siete dei passeggeri sicuri o da tenere sott’occhio. Gli stessi controlli e domande vi verranno fatte anche al rientro, rigorosamente in inglese.
L’ITINERARIO
Avendo organizzato tutto da soli, una volta prenotato il volo, abbiamo iniziato a studiare come creare un itinerario per visitare i due stati. Avevamo bene in mente le principali città: Tel Aviv, Gerusalemme, il deserto Wadi Rum e Petra. Ci sarebbe piaciuto anche poter andare a Betlemme e Nazareth, ma sono terrotori palestinesi, e prendendo un’auto a noleggio israeliana in seguito, avremmo rischiato di non poter passare i controlli.
Nei mesi a seguire, documentandoci sempre, si è andato a formare pian piano il nostro viaggio che ha toccato diverse città in dieci giorni:
TEL AVIV 2 giorni
GERUSALEMME 3 giorni
WADI RUM 1 giorno
PETRA 1 giorno
AQABA 1 giorno
ELIAT / ARAD 1 giorno
Per poter passare da Israele alla Giordania, abbiamo deciso di scendere per tutto il paese e attraversare il confine a Eliat, ci sarebbe un altro passaggio, più breve, ma i controlli sarebbe stati molto più ferrei. Comunque la discesa in auto ha una durata di circa 4 ore.
PASSAPORTO, ASSICURAZIONE & ALTRO
È importante quando si viaggia in posti simili, fare un’assicurazione, noi abbiamo speso 30euro a testa, escluso bagagli e telefoni, ma ci sono diversi siti web che vi fanno dei preventivi in base alle vostre necessità.
Prima di partire consiglio anche di iscriversi sul sito della Farnesina, comunicando il vostro viaggio, per ragioni di sicurezza.
La patente di guida non necessita di cose particolari, potrete usare tranquillamente quella italiana. Al momento del noleggio, che vi invito a fare sempre prima di partire, potrete comunicare uno o più guidatori.
Il passaporto è da tenere sempre con voi. Giunti in Israele non vi verrà fatto il timbro, ma consegnato un VISTO che dovrete conservare con molta cura per tutta la vacanza, in Giordania invece il vostro passaporto verrà timbrato. 
Prima di partire attivare sempre tutte le carte di credito per l’estero, metodo più utilizzato per qualsiasi pagamento anche di piccola cifra.
Il WiFi funziona ovunque, ma se volete rimanere sempre connessi potrete acquistare senza problemi una simcard locale, 20euro per 20GB per un mese, varrà solo per Israele, non per la Giordania.
TEL AVIV
È una città giovane e frenetica, ce ne siamo accorti subito da come guidano e da come “clacsonano” in continuazione, a mezzo secondo dal semaforo verde. Siamo andati subito al mare, poco distante dal nostro appartamento e sono rimasta colpita dal fatto che alle 19:00 i bagnini suonassero un fischietto per dire che non avrebbero più controllato la spiaggia e quindi bisognava tutti uscire dall’acqua.
La prima sera ci siamo buttati sul primo ristorante visto per strada, il KAPISHUK ed è stato interessante perchè per fare spazio a noi il ristoratore ha fatto alzare altri commensali da un tavolo. A quel punto gli abbiamo detto "FAI TU" e questi sono i piatti che ci ha portato.



ABBIAMO INIZIATO COL CLASSICO: HUMMUS

SHAKSHUKA: a base di cipolla, aglio, pomodori, peperoni, pepe nero, spezie varie e uova

mio preferito BUREKAS: sono dei fagotti ripieni preparati con la pasta sfoglia. Al loro interno possono avere un ripieno di formaggio, patata, funghi e verdura.

Di Tel Aviv comunque va a mio parere visitata la parte vecchia, quella di Jaffa, che è stata anche porto per molti pellegrini ai tempi della Serenissima di Venezia quando ci si voleva recare a Gerusalemme. Di giorno è molto più d’effetto, grazie agli edifici con le pietre in vista. Un locale assolutamente da provare è THE OLD MAN & THE SEA. Questo ristorate offre un servizio curioso: appena seduti, si presentano una miriade di mini piatti con pita e limonata. Una volta terminato tutto, se riuscite ad avere ancora appetito, ordinando altri piatti dal menù questi antipasti non vi costeranno nulla, altrimenti pagherete circa 20euro a testa. Vi assicuro che anche se eravamo in sei, con tre maschi dallo stomaco di ferro, abbiamo faticato a finire tutto.
Non dimenticate mai di lasciare la mancia, che è già prestabilita al 10% di quello che voi spendete.
THE OLD MAN & THE SEA: questi erano solo gli antipasti.

GERUSALEMME
Questa città è stata per me una folgorazione, non so se bastino alcune righe per descrivervi la bellezza nel suo insieme. 
Abbiamo prenotato per il primo giorno un tour guidato nella città vecchia, è un ottimo sistema per iniziare ad orientarvi quando poi nei giorni seguenti sarete da soli, o accompagnati da una scorta armata come un gruppo di colombiani. Abbiamo toccato i principali punti, la zona armena, musulmana, cristiana ed ebraica visitando dall’alto il muro del pianto.
- Mercato delle spezie: il nostro primo approccio con questa città è avvenuta proprio qui, posto super affollato dove turisti e gente del luogo si mischiano tra loro acquistando frutta, verdura e spezie. I nostri amici hanno acquistato dei minicubetti di frutta da immergere per fare il tè e poi masticarli: divini.

questo frutto si chiama Red Dragon, io non lo conoscevo e mi sono scoperta ad amarlo.

- Cittadella di David: all’entrata dalla porta di Jaffa si trova la cittadella di David, che vi consiglio di visitare perché vi offre una vista dall’alto di Gerusalemme molto affascinante. Da lì potete accedere all’attraversamento delle mura che vi porterà ad ammirare il Monte degli Ulivi e a raggiungere l’accesso al Muro del Pianto.


- Santo Sepolcro: questo sarà il punto dove incrocerete più italiani, arrivati in pellegrinaggio con la parrocchia. L'entrata è libera, come ogni chiesa a Gerusalemme, consiglierei di andarci o la mattina presto o il tardo pomeriggio perchè i turisti si accalcano e potreste fare delle code interminabili. Si possono fare foto all'interno, ma non in tutti i punti. Mi raccomando come sempre, siate discreti.

- Muro del pianto: due sono le entrate per accedervi, rigorosamente attraverso i metal detector. Non nego sia molto più affascinante vedere gli ebrei ortodossi uomini con i loro abiti tradizionali rispetto alle donne, ma è stata un’esperienza molto toccante. 
IMPORTANTISSIMO: non si possono fare fotografie durante lo shabbat al muro e ai suoi fedeli, ci sono delle persone che vi controllano e vi invitano a mettere via fotocamere e telefoni.

tutte i bigliettini contenenti le preghiere dei fedeli, vengono raccolti due volte l'anno e sepolti nel Monte degli Ulivi.

- Monte degli Ulivi: visto il gran caldo e con due ragazzini con noi, abbiamo deciso di prendere un taxi che ci portasse più vicini possibile al Monte, poi siamo saliti di qualche centinaio di metri per raggiungere la vetta e ammirare il panorama e le sue 150.000 tombe. Il momento migliore però sarebbe arrivare verso il tramonto per godere dei colori che regala il sole su tutto il territorio.


- Spianata delle Moschee: importantissimo da sapere quando attraversate il ponte, l’unico punto di accesso per accedere per i non musulmani, si trova sotto al Muro del Pianto, che le donne devono essere vestite con pantaloni/gonne e maglie lunghe. Se ci tenete a fare delle foto di coppia, vi raccomando di non essere abbracciati, o per lo meno farle distanti dal personale sparso per la zona che si occupa proprio che i comportamenti e l’abbigliamento siano adeguati. Nell’eventualità arriviate impreparati, sarà loro premura offrirvi dei tessuti per coprirvi durante la visita.
da una parte gli ebrei, dall'altra i musulmani. È onestamente incredibile come questo muro sia così vicino nonostante la lontananza tra queste due religioni.



*Le temperature possono sembrare molto calde ad agosto, ma è una città particolarmente ventilata quindi la sera si necessita di un maglioncino o uno scialle.
*La leva militare in Israele è obbligatoria per uomini e donne, non meravigliatevi quindi se vedrete girare con assoluta nonchalance soldati armati di mitra, anche nei centri commerciali. Può spaventare all'inizio ma in realtà ci si fa l'abitudine.
*Shabbat. Ricordate che durante lo shabbat sarà tutto chiuso. TUTTO. Tram, locali, taxi, negozi si fermano per 24ore che ci siano turisti o meno. Se necessitate di un taxi dovrete prendere quelli musulmani o recarvi nella città vecchia nella parte cristiana per acquisti vari.
*I turisti vengono ignorati completamente dagli ebrei ortodossi, ne vedrete tantissimi sempre avanti e indietro tra casa e il Muro del Pianto. Per il resto nella città vecchia sono ben lieti di potervi vendere il mondo. Attenzione ai prezzi, dovrete contrattare spesso.
*PRESE ELETTRICHE: le prese per caricare i vostri dispositivi sono simili alle nostre, per sicurezza potete portarvi uno spinotto universale, noi non ne abbiamo comunque mai avuto bisogno, né in Israele né in Giordania.

SITI WEB UTILI
ALLOGGIO TEL AVIV: appartamento a pochi metri dal mare, ottimo
ALLOGGIO GERUSALEMME: il miglior alloggio della vacanza, immenso appartamento, perfetto per noi 6.
RENTALCARS: per il noleggio auto
SANDEMANS JERUSALEM TOUR: per fare il tuor della città, dura 2 ore circa