Powered by Blogger.

Angoli Ghiotti: YU sushi a Treviso

Il weekend scorso ho deciso di provare un ristorante di sushi a Treviso di cui avevo sentito parlare già da molto tempo. Presentatomi come uno dei migliori sushi della città, ho approfittato di una serata libera per decidermi finalmente ad andare allo YU restaurant, rimanendone veramente estasiata.
Aperto dal 2006, potremmo quindi dire che è stato tra i primi locali giapponesi ad aprire  nella città, questo ristorante di sushi si trova in una laterale di via della Repubblica, leggermente nascosto, manca una segnaletica forse che indichi di preciso dove girare, ma una volta trovato c’è un ampio parcheggio per le auto. Il locale ha un’atmosfera molto soffusa e romantica, data sicuramente dalle luci basse, tendenti al blu: non proprio l’ideale per una instagrammer come me che necessita di fare le foto ai piatti per poi mostrarveli, ma qui ci si viene per vivere una vera esperienza culinaria, non a fotografare, e poi sono sempre attrezzata con delle luci esterne.

GLI INTERNI
Ci viene proposto un piccolo entrée, segno di un locale di alta qualità che coccola da subito il cliente. Il menù è molto vario, dai crudi di pesce e carne, alle insalate giapponesi, passando poi per i donburi e i classici mix di sushi o sashimi; c'è  anche una piccola selezione veg per accontentare veramente tutti. Abbiamo ordinato un tris di tartare e dei gamberi rum e pepe rosa, super invitanti anche alla vista. La tartare era molto fresca e di qualità accompagnata da alcuni crostini, e la coppa di gamberi di grande d’effetto.


GAMBERI RUM E PEPE ROSA con riso selvaggio
TRIS DI TARTARE: salmone, branzino, tonno
Siamo poi passate alla tempura di gamberi e al mix di sushi. La tempura è tra i piatti a mio parere più complessi, dovrebbe essere fritto ma non olioso, ben pastellato ma che non copra il gusto del pesce…tutto questo lo Yu lo sa molto bene perché infatti è tra le migliori che io abbia mangiato. Con il fritto di solito si da il “colpo di grazia” alla cena, ma era preparato in maniera così egregia che non ci ha particolarmente appesantite, concedendoci infine di gustare il  mix di sushi. Le porzioni sono leggermente più piccole da dove mi capita spesso di andare ma qualitativamente impeccabili.
SUSHI PICCOLO: 3 maki, 3 nighiri, 3 urumaki
TEMPURA MIX: gamberi e verdure
Rimane come sempre lo spazio per il dessert che da menù offre ben 7 selezioni differenti più gelato e sorbetto. Mi stupisco piacevolmente dal rapporto quanTITà/prezzo dei dolci scelti, la meringata e il tortino di mele. Per 6 euro a dessert ci si potrebbe aspettare un dolcino modesto, mi è capitato spesso di trovare addirittura dolci a 8-9 euro non all’altezza delle aspettative in tutti i sensi. Lo Yu invece fa concludere la serata con una corposa coccola finale. Io ho ordinato il tortino caldo alle mele ma la meringata che ho assaggiato è una vera esplosione di sapori, unita dalla morbidezza della meringa alla croccantezza dei pezzi di cioccolato bianco.
Terminiamo questa nostra food experience insieme al caffè a cui viene ulteriormente aggiunto un’ultima selezione di biscotti secchi con una crema di zabaione (credo) e qualche meringa.
tortino alle mele con gelato alla vaniglia
meringata fragole e cioccolato bianco
Nota super positiva anche per il servizio che è stato impeccabile, piuttosto veloce nonostante la molta clientela presente di venerdì sera. I prezzi sono sopra la media, siamo intorno ai 50euro a testa, assolutamente giustificati dalla qualità del cibo; un locale perfetto per una cenetta romantica ma anche per un ritrovo tra amici che vuole godere sia dell’ottima compagnia sia dall’ottimo pesce.
Avrei dovuto forse azzardare di più sulla scelta dei “classici” piatti, ma questa esperienza allo Yu è stata solo la prima, confido di tornarci ancora e ancora per provare tutto il suo menù.

viale della Repubblica 245/c
31100 Treviso

Angoli Ghiotti: la celebrazione della pasta alla spaghetteria La Loggia

La settimana scorsa si è festeggiata a Dubai il #worldpastaday un evento all’insegna della celebrazione del piatto italiano per eccellenza, la pasta appunto.
Di recente mi sono ritrovata a cena in uno dei miei Angoli Ghiotti preferiti, famoso proprio per la pasta:  Il Club degli spaghetti La Loggia a Vittorio Veneto.


Come esiste il comfort food per me ci sono anche i comfort place, ristoranti dove mi piace tornare e ritornare che ormai hanno un posto nel mio cuore e dove mi sento a casa.
Al ristorante La Loggia vado da quasi dieci anni credo, lo ricordo come un bel locale di ritrovo con gli amici, dove mi hanno anche dato delle notizie splendide in passato.
Il ristorante su due piani si presenta con quattro sale, due molto grandi, perfette per cene numerose, e due più intime. C’è anche un piccolo spazio per i bambini dove poter leggere qualche libro messo loro a disposizione e colorare.


Ma parliamo del menù: la selezione dei piatti è molto ampia, si varia dalla pasta (loro specialità) ma anche secondi, insalatone, bruschette e hamburger. A seconda della stagione il menù degli spaghetti regala salse molto curiose e particolari, noi abbiamo provato quella con code di gambero e zucchine e una con zucca, gorgonzola e speck, quest’ultima paradisiaca. Le porzioni sono super abbondanti quando scegliete gli spaghetti del giorno, quasi sicuramente siamo sui 100,120 g a persona. A volte ordiniamo prima uno stuzzichino o un piccolo antipasto perché a seconda della corposità delle salse c’è il rischio di non terminare il primo. 

SPAGHETTI ALL'AUTUNNALE: con crema di zucca cotta al forno, gorgonzola dolce, granella di noci e speck a filetti
SPAGHETTI REALI: con code di gambero sgusciate profumate al limone, zucchine cotte al forno, pomodori datterino, prezzemolo

Data la frequentazione pluriennale nella spaghetteria mi sento di darvi qualche dritta su altri piatti che ho amato negli anni e che rimangono un punto fermo del menù:
- LA SPAGHETTATA ALLO SCOGLIO (per due persone): cozze e vongole fresche con guscio, gamberoni e scampi, aglio, olio, prezzemolo, vino bianco e polpa di pomodoro.
- GNOCCHETTI ALLA LOGGIA: gnocchi fatti in casa, gamberetti, brandy e panna. Li ho talmente tanto amati che per mesi quando mi recavo qui ordinavo solo questi. Il mio comfort food del locale per capirci.
Se non desiderate la pasta c’è sempre la selezione anche delle insalatone, antipasti di affettati, carne alla griglia etc. per me si potrebbe eliminare qualcosina, ma i piatti sono sempre freschi e di ottima qualità, quindi nonostante l’ampia scelta il servizio non se risente.
Anche il personale che praticamente conosco da anni è squisito, sempre cordiale e pronto a soddisfare le nostre richieste, rendendo il servizio piacevole e veloce.
Per concludere la cena ci sono i dessert classici: panna cotta, profiteroles, a volte la torta polenta. Noi abbiamo ordinato due fette di torte, la mia alla ricotta e lamponi un po’ impegnativa per il mio stomaco dopo una cena abbondante ma buonissima. I prezzi sono onestissimi per come la vedo, un piatto di pasta così abbondante si aggira sugli 11 euro e potrebbe saziarvi completamente.


E’ un luogo del cuore, quindi la mia recensione può risultare di parte ma in tanti anni non sono mai rimasta delusa, la Loggia sa celebrare il nostro alimento per eccellenza, LA PASTA, in maniera egregia e sempre nuova, con molti ingredienti del nostro territorio. Come esistono i club dei libri, la Loggia e il suo IL CLUB DEGLI SPAGHETTI sono uno splendido ritrovo per noi dipendenti dal carboidrato.

piazza Papa Giovanni I 10
31029 Vittorio Veneto (TV)

Angoli Ghiotti: Osteria Ripasso a Conegliano

Qualche settimana fa sono andata a riscoprire un locale che non frequentavo da un paio d’anni, ero alla ricerca di un posto che unisse prodotti vegetariani e non, per accontentare tutti i palati dei miei compagni di serata. È stata come un’illuminazione perché mi ero dimenticata di questo locale che invece mi era molto piaciuto anche in passato, sto parlando dell’Osteria Ripasso a Conegliano.
È un luogo caldo e intimo, tavoli in legno da classica osteria di paese, bellissima la parete centrale anch’essa in legno, che ricorda molto la mia vecchia stube della casa in campagna, in pieno stile tirolese. Non è un locale particolarmente grande tuttavia c’è un tavolo grande con in mezzo un caratteristico torchio, ideale per una mangiata con molti amici.


La specialità dell’Osteria Ripasso è la scelta di piatti vegetariani, vegani e gluten free unita alla carne e al pesce, ci si sente in un luogo dove nessuno è escluso, dove amici carnivori e vegani si possono incontrare senza dover rinunciare a qualcosa.
Come antipasto ho ordinato una coppa TOP, di nome e di fatto mi sento di dire: viene presentata come una spuma di patate, gamberetti e zucchine. Forse non è particolarmente accattivante alla vista, ma il sapore mi ha rapito, di una delicatezza incredibile. La porzione è piuttosto abbondante per un antipasto, consiglio di ordinarla se avete molto appetito o siete a digiuno da diverse ore. 
Ho optato poi per delle mezzelune integrali, con burro, salvia e provola per darmi il colpo di grazia: è un piatto semplice, genuino, la pasta integrale la sto iniziando ad apprezzare negli ultimi anni. Mi invogliavano molto anche i secondi piatti, ero quasi tentata di ordinare il tofu strapazzato con verdure, ma ancora i miei pregiudizi su questo alimento sono tanti, anche se l’impiattamento dei miei vicini di tavolo mi aveva colpito.
COPPA TOP: gamberetti e zucchine immersi in una spuma di patate
mezzelune "Ripasso" integrali: ripiene di funghi e ricotta
I miei amici invece hanno optato per un tortino di farro con cuore di stracchino accompagnato da una crema di verdure e poi un salmone alla piastra, fresco e molto buono, forse sulla presentazione si potrebbe fare qualcosina di più. 
Tortino di farro cuor di stracchino

salmone alla piastra e burro aromatico all'aneto con verdure
Dal tabellone in sala che elencava i diversi dessert non mi sono fatta di certo pregare, abbiamo preso tutti una fetta di torta della casa fatta con farina semi integrale, marmellata di fichi e pesche, riscoprendomi a casa della nonna, con la stufa che scalda l’ambiente e lei che insiste che ne mangi un’altra fetta. Luoghi così, semplici, rustici, sono posti che amo frequentare per la loro genuinità, siamo sempre alla ricerca di piatti super ricercati, abbinamenti curiosi, ma poi cosa ci fa veramente stare bene? Il ricordo, quell’attimo in cui senti un determinato odore o un sapore che ti fa rivivere momenti trascorsi a tavola con la famiglia, di quando eri bambina.

Chi come me è carnivoro dalla nascita e ancora molto prevenuto su piatti con seitan o tofu, dovrebbe venire qui per superare il suo ostacolo. Potete fare come me, partire dal pesce o dalla carne per poi dirottare il vostro interesse al resto del menù, perché vi incuriosirà talmente da volerci tornare.
Il servizio è un po’ lento, l’attesa tra un piatto e l’altro è lunga, segno sicuramente che viene tutto preparato al momento e con grande professionalità, però è un punto che andrei a migliorare. Il personale invece molto cortese e disponibile, presenta i propri piatti con entusiasmo e professionalità.
Nel complesso è un Angolo Ghiotto che consiglio veramente a tutti, anche i prezzi sono onesti, sicuramente è richiesta la prenotazione per tempo, ne rimarrete molto soddisfatti…e ora che mi è “ritornato in mente” l’Osteria Ripasso è un luogo in cui tornerò senza alcun dubbio.

via Fenzi, 32
Conegliano (TV)

Angoli Ghiotti: Malvasia a Treviso

Inizio questo nuovo articolo confessando una cosa che ha stupito molti su Instagram: io non ho mai assaggiato dei pancakes. Lo so, è incredibile, tra cupcakes, torte di pasta di zucchero etc. i pancakes erano proprio un piatto della tradizione americana che mi mancava, fino a quando ho scoperto che non tanto lontano da me un locale li faceva esattamente come li vedevo su internet, immersi nello sciroppo d’acero con una valangata di panna:
Al Malvasia a Treviso.


Non solo il cibo è molto interessante ma la stessa struttura del locale: si presenta con un “bancone non bancone” composto da tronchi d'albero come anche le stesse sedie dove ci si ferma per mangiare. Possono sembrare scomodi, ma non li ho affatto trovati così, certo non parliamo di poltrone dove stare a rilassarsi per ore, il principio del Malvasia è proprio del “brunch", un pasto veloce che si consuma tra un appuntamento di lavoro ed un altro. L’interno non è molto grande ma c’è lo spazio anche per accomodarsi fuori su una piccola terrazza che affaccia sul Sile, accanto al ponte Malvasia, luogo diventato ormai molto suggestivo grazie alle opere di uno scultore trevigiano.





Anche i proprietari del risto-brunch hanno chiamato all’appello un altro artista veneto per decorare il loro locale: tutto è dipinto dallo street artist Tony Gallo, i colori sono molto accesi, si ha come la sensazione di entrare in un mondo parallelo, fatato…da un momento all’altro mi aspettavo che qualche folletto spuntasse fuori con il suo pentolone di monete d’oro.




Incentrato proprio sul “sistema brunch” dalle 10 alle 16 il locale prepara piatti dolci e salati per chi vuole fare colazione, un pranzo veloce o una merenda pomeridiana.
Andandoci a mezzogiorno abbiamo voluto sfruttare entrambe le situazioni ordinando sandwich e ovviamente i mitici pancakes. Sono preparati al momento in 3 versioni con frutta e panna, grondanti di cioccolato o con mele stufate alla cannella e vaniglia.



Iniziamo per ordine: io ho scelto un crostone con avocado, uovo e salmone. Non nego che alla presentazione ho pensato “ma tutto qui?” non è proprio grandissimo come bruschettone, temevo non mi saziasse e invece gustandolo con calma, l’unione dell’uovo, del pesce e di una quantità abbondante di avocado mi ha fatto capire che avrei potuto concludere qua il mio pasto. Chi era con me invece ha optato per un ottimo sandwich con avocado, salmone e cetriolini ( abbiamo gli stessi identici gusti!). Lo spazio per il dolce c’è sempre, e anche se non ci fosse stato lo avrei trovato ugualmente, la mia missione era una: MANGIARE I PANCAKES, così ne abbiamo ordinato un piatto e ce lo siamo diviso. Che dire, non ho metri di giudizio, la mia amica ha esclamato un “sublime” e io mi sono gustata questa bomba calorica.


Sandwich salmone: avocado, philadelphia, cetriolini, salmone 
Salmoncado toast: crostone di pane, salmone, uovo, avocado
Pancakes Italian: more, lamponi, fragole, zucchero a velo, sciroppo d'acero, panna montata
I prezzi sono leggermente sopra la media, i pancakes si aggirano sugli 8euro mentre per il mio crostone si raggiungono i 9euro, non è una colazione o un brunch da fare tutti i giorni magari, ma riesco a giustificare una spesa così anche dalla location centralissima dove si può ammirare uno degli scorci più belli e instagrammati di Treviso. Insomma qui non si paga un semplice pasto, ma una vera e propria immersione nel cuore pulsante di questa bellissima città che con il Malvasia intreccia pranzi d’oltreoceano con il nostro magnifico territorio, il Veneto.
Ultima indicazione: se volete pranzare vi consiglio sempre di prenotare in anticipo, perché è molto gettonato e rischiereste di non trovare posto.

MALVASIA
via Trevisi 29
31100 TV

Angoli Ghiotti: patata gourmet a la Colonnetta di Treviso

Dopo una piccola pausa estiva che mi ha visto attraversare diversi paesi per raggiungere il Centro del Mondo, ritornano gli Angoli Ghiotti e lo fanno con una bella novità arrivata proprio nel cuore di Treviso.
Grazie alle tante segnalazioni che voi ragazzi mi fate tramite Instagram ho scoperto la nuova gestione de “La Colonnetta” aperta da meno di un mese.
Situata a metà strada tra gli instagrammatissimi scorci del centro e Camelia Bakery, la Colonnetta è un ristorante piuttosto piccolo ma molto curato nei dettagli, dai lampadari di grande effetto in entrata allo stile super colorato sulle pareti, un po’ urban jungle. C’è uno spazio esterno dove poter sorseggiare un aperitivo con i loro cicchetti, o se scegliete la cena interna ci sono due sale.
Nella sala più piccola i tavoli possono sembrarvi abbastanza ravvicinati tra loro, ma assicuro che si riesce a godere della propria intimità durante la cena.

GLI INTERNI


I proprietari del locale, che sono gli stessi di un altro bellissimo posticino sempre a Treviso, il Burici, hanno creato un menù dove la pietanza principale è 
LA PATATA GOURMET. La cosa mi ha colpito perché onestamente non ne avevo mai sentito parlare e non sapevo cosa aspettarmi, mi sono così fatta raccontare dal personale che l’idea è nata grazie a una loro cena a Milano dove si serviva una patata con buccia cotta al forno, aperta a metà e poi farcita con moltissimi ingredienti, dal pesce alla carne o anche verdure.
Ho così ordinato una patata “polposa” e l’ho trovata incredibilmente divina. La grandezza della patata è media, compresa di buccia assolutamente commestibile, con all’interno una quantità corposa di farcitura, saporita e non asciutta, un piatto che riesce a saziare senza appesantire.

Patata Polposa: carpaccio di piovra, olive taggiasche, pomodoro confit, origano greco

Temendo comunque di non mangiare a sufficienza perché non sapevamo cosa e quanto aspettarci dal pasto principale, abbiamo inizialmente preso anche un paio di antipasti, olive nere greche e acciughe servite con crostini e salsa al basilico. Ve le consiglio vivamente entrambe.


Non di sole patate è fatta la Colonnetta, si può eventualmente optare per le insalatone, mia figlia ha ordinato una caprese, che è stata letteralmente “spazzolata” anche da noi; saporita e fresca, un piatto che normalmente diamo per scontato perché lo si fa spesso in casa in velocità, ma non sottovalutatelo, il gusto mi ha conquistata.


Per concludere la cena abbiamo ordinato anche due dessert, un classico tiramisù servito su un bicchierone e una torta di mele con crema al mascarpone, molto soffice e dolce.


Il personale è stato cortese e disponibile anche nell’accontentare la mia curiosità su questa loro scelta gastronomica, assolutamente riuscita, in centro a Treviso, dove possiamo finalmente dire che “è arrivato qualcosa di nuovo anche qua”.
Anche i prezzi sono nella media, per una patata ci si aggira intorno agli 
8-10euro in base agli ingredienti, considerando anche antipasti, dessert e vino ci si aggira intorno ai 25euro a testa, ma la cosa più importante è alzarsi da tavola totalmente soddisfatti con il desiderio di voler tornare per assaggiare tutte le patate a menù.

vicolo Palestro, 2
31100 Treviso

Giordania, cosa vedere e mangiare

Lasciata Gerusalemme (il post precedente lo trovate qui), non nego con molto dispiacere, abbiamo preso l’auto a noleggio e iniziato la nostra discesa a sud di Israele per arrivare al confine e attraversare la Giordania.
L’auto la potete lasciare nel grande parcheggio e poi raggiungere a piedi il confine e gli innumerevoli controlli.
ATTENZIONE: esiste una tassa d’ingresso in Giordania corrispondente a 5 dinari (circa 6euro). Vi invito inoltre a fermarvi almeno tre notti così da evitare la tassa di uscita dal paese, corrispondente invece a circa 50euro per persona, questo è stato fatto per evitare il turismo mordi e fuggi verso Petra. Tuttavia una volta consapevoli dei prezzi le escursioni in giornata per Petra si possono fare tranquillamente.


Ci siamo recati poi con un taxi al punto per ritirare le altre auto noleggiate, mi raccomando, verificate che sia funzionante e in buono stato. A noi ne è capitata una con la batteria malandata che ci ha lasciato in panne ben tre volte, ma abbiamo sempre trovato delle persone gentilissime in giro pronte con i cavi a farcela rimettere in moto. (ringraziandoli sempre con una piccola mancia)
L’autostrada in Giordania è ben diversa da quella in Israele, ve lo spiego così:

LA FOTO Più RAPPRESENTATIVA DI QUESTA VACANZA IN GIORDANIA
incontrerete diversi posti di blocco e una miriade di dossi, quindi andate piano altrimenti rischiate di tirare delle inchiodate e rovinare l’auto. La diversità tra Israele e Giordania l’ho constatata proprio sulla strada: se da una parte vediamo guard rail e autogrill dall’altra troverete cammelli in mezzo alla strada o gente che attraversa a piedi le corsie autostradali per vedere incidenti dalla parte opposta o ancora militari ai posti di blocco distesi a terra a pregare durante il tramonto.
WADI RUM
L’esperienza nel deserto è stata incredibile, non ve la so descrivere a parole, lo faranno le foto al posto mio. Il ragazzo che gestiva il nostro campo, Mohammed, è stato di una gentilezza e disponibilità disarmante. Siamo anche stati invitati a casa di suo zio che ci ha servito del tè bollente e regalato qualche foglia per poterlo fare noi in casa. Con lui abbiamo fatto un’escursione in jeep nel deserto, attraversando dune e sabbia bollente, visitato la casa di Lawrance d’Arabia e attraversato poi l’ultimo pezzo di deserto sui cammelli. Non aspettatevi bagni funzionanti, igiene super curata, ma un’ immersione nel mondo dei beduini che fa apprezzare ciò che abbiamo e ci fa sentire davvero fortunati.
Cena, colazione, escursione in jeep e sui cammelli ha comportato una spesa di 50 euro a persona. VERAMENTE NIENTE rispetto all’esperienza di vita che si porta a casa.
BEDOUIN EXPERIENCE CAMP

LE TENDE, LETTI COMODI, COPERTE E PRESE ELETTRICHE. 

CAMILLA CHE DALL'ALTO SALUTA, CON L'AIUTO DEL BEDUINO CHE L'HA ACCOMPAGNATA


LA DISCESA DI CORSA DA UNA DELLE DUNE DI SABBIA

PETRA
Ecco su Petra non avrò gli stessi commenti super positivi che ho avuto per il deserto. Non c’è la magia di Indiana Jones che raggiunge il tempio di Alessandretta, i giordani hanno capito molto bene come spremere i turisti in questa piccola città. L’ingresso al sito archeologico è molto simile ad un’entrata a Gardaland, biglietteria, shops, panchine dove sedervi. Si raggiunge a piedi o a dorso di cammello e asini lungo un tragitto di un chilometro circa. E si arriva BAM al famosissimo e superinstagrammato Tesoro di Petra.
È sicuramente d’effetto, ma i baracchini che vendono souvenir e l’odore acre degli escrementi di animali sparsi per tutto il sito faranno svanire leggermente la magia. Per visitare bene Petra ci vogliono diverse ore, meglio sempre arrivare di mattina.
Il Petra by night, evento notturno che intrattiene i turisti per un paio d’ore è affascinante ma affollato. Si sorseggia del thè caldo ascoltando i beduini suonare i loro strumenti musicali mentre TUTTI sono alla ricerca dello scatto fotografico migliore. (con la reflex il cavalletto mi raccomando). Non so se ve la consiglierei come visita, potrei dire che “fatto 30 fate 31”, forse ci aspettavamo qualcosa di più, uno spettacolo più lungo, meno turisti, non lo so…



- L’ALTARE DEL SACRIFICIO: non fatevi ingannare dal cartello “treasure view” se volete la foto instagram dovete farvi accompagnare dai ragazzini che vi chiedono continuamente “do you wanna go up?” noi abbiamo optato per una scalinata poco sfruttata dai turisti (e infatti a saperlo…) , 800 gradini circa che vi portano in cima alla montagna per ammirare il panorama dall’alto o farvi un pianto liberatorio come è successo a me. Ma non sono pentita di averlo fatto anzi è stata una grande soddisfazione per una persona poco sportiva come me.
Per la visita completa a Petra il costo è di 60euro per persona, mentre per il Petra by night di 20. Non proprio economicissimo.

AVREMMO DOVUTO CAPIRLO DAI TURISTI CONTATI CHE SALIVANO E DALLO STESSO BEDUINO SULL'ASINO CHE SAREBBE STATA DURA
LA VISTA DALL'ALTO
Dopo Petra abbiamo raggiunto una città di mare Aqaba, comprendendo veramente il caldo afoso di agosto in questo stato.
Molto stanchi dalla giornata ci siamo recati a cena, un ristorante con vista sul Mar Rosso, veramente molto affascinante.


La nostra idea era di rimanere in Giordania il giorno seguente per andare al mare, ma è stata abbandonata quando abbiamo letto che le spiagge erano accessibili per tutti ma eticamente non avrebbero visto di buon occhio noi donne in costume. Nessuno ci avrebbe detto nulla forse, però se volete evitare sguardi indiscreti consiglio di riattraversare il confine e andare dalla parte opposta, sempre sul Mar Rosso, ma in Israele.
Abbiamo raggiunto con facilità la spiaggia di Eliat, la Dolphin Reef, pagato un ingresso, e fatto il consueto “controllo degli zaini”.
C’è la possibilità di fare il bagno con i delfini, ma bisogna prenotarlo per tempo, perché ovviamente ad agosto non troverete disponibilità. Il mare è meraviglioso, sembra di nuotare in un acquario con pesci di ogni colore e la barriera corallina. È pieno di bambini urlanti, ma esiste una zona off limits ai minorenni con sedie e divanetti per chi vuole rilassarsi un attimo. Idea Geniale!

QUASSù LA ZONA RELAX PER GLI ADULTI. PARADISO

La nostra ultima notte l’abbiamo trascorsa ad Arad, una città fondata nel 1962 per popolare la zona, che si trova a 25 km dal Mar Morto. Lo so che può stonare in un viaggio così, ma abbiamo trovato un locale che faceva la pizza e le recensioni erano veramente ottime, infatti non posso che confermarvi che in questa piccola città a migliaia di km dall’Italia l’abbiamo trovata davvero fatta bene e super gustosa.


Come ultimo giorno, per raggiungere Tel Aviv siamo risaliti con le auto e fatto un “pit stop” nel Mar Morto. Una pausa di 2 ore e mezza esatte perché il caldo si è fatto bollente e insostenibile. L’esperienza del bagno nel Mar Morto va fatta…ecco magari non ad agosto alle 14 del pomeriggio…ammetto una forte stanchezza quindi non ho goduto a pieno dell’esperienza. L’acqua era incredibilmente densa, e galleggiare per qualche secondo è stato impressionante, ma se dal caldo sperate di trovare un po’ di refrigerio in acqua, non illudetevi, la temperatura anche nel Mare e altissima.

IL MAR MORTO. SI VEDE POCO MA LE PERSONE STANNO LETTERALMENTE GALLEGGIANDO NELL'ACQUA

IN BORSA MAI SENZA:
*L’ACQUA trattandosi di un viaggio ad agosto, mi raccomando portate sempre con voi dell’acqua, dei sali minerali da integrare.
*SALVIETTE IGIENIZZATE, CARTA IGIENICA UMIDIFICATA i bagni sono ahem.
*POWERBANK se fate un viaggio itinerante o escursioni per un giorno interno, il powerbank vi salva il telefono.
*CARTINE GEOGRAFICHE SCARICATE da Google maps scaricatevi le cartine, utilissime per strada e quando non avete copertura.
*LONELY PLANET la guida è ottima, da portare sempre con sé nonostante il suo peso non proprio leggerissimo, vi sa indicare non solo posti da visitare e dove mangiare (per quello c'è anche Tripadvisor), ma anche la storia di tutti i siti storici che vorrete visitare.


Spero che questo post vi sia piaciuto insieme a quello su Israele, se avete altre domande non esitate a scrivermi. È stato un viaggio incredibile, che straconsiglio da fare anche in famiglia.